venerdì 17 gennaio 2020

1989


NELLA TRIBù ELETTRONICA DI MCLUHAN TROVI ANCHE LA TEORIZZAZIONE DI INTERNET (ERA IL 1963!) - le tecnologie ESTENSIONI DI CORPO E NERVI ATTRAVERSO L’INTERAZIONE E IL DIALOGO – IL POTERE IPNOTICO DEI NUOVI MEDIA DOMINERà LA NOSTRA VITA FUTURA…


Con il telegrafo, l´uomo occidentale ha iniziato ad allungare i suoi nervi fuori dal proprio corpo. Le tecnologie precedenti erano state estensioni di organi fisici: la ruota è un prolungamento dei piedi; le mura della città sono un´esteriorizzazione collettiva della pelle. I media elettronici, invece, sono estensioni del sistema nervoso centrale, ossia un ambito inclusivo e simultaneo. A partire dal telegrafo, abbiamo esteso il cervello e i nervi dell´uomo in tutto il globo.
Di conseguenza, l´era elettronica comporta un malessere totale, come quello che potrebbe provare una persona che abbia il cervello fuori dalla scatola cranica. Siamo diventati particolarmente vulnerabili. L´anno in cui fu introdotto il telegrafo commerciale in America, il 1844, fu anche l´anno in cui Kierkegaard pubblicò Il concetto dell´angoscia.
La caratteristica di tutte le estensioni sociali del corpo è che esse ritornano a tormentare i loro inventori in una sorta di rimorso di incoscienza. Proprio come Narciso, che si innamorò di un´esteriorizzazione (proiezione, estensione) di se stesso, l´uomo sembra innamorarsi invariabilmente dell´ultimo aggeggio o congegno, che in realtà non è altro che un´estensione del suo stesso corpo.
Quando guidiamo la macchina o guardiamo la televisione, tendiamo a dimenticare che ciò con cui abbiamo a che fare è soltanto una parte di noi stessi messa là fuori. In questo modo, diventiamo servomeccanismi delle nostre stesse creazioni e rispondiamo ad esse nel modo immediato e meccanico che esse richiedono. Il punto centrale del mito di Narciso non è che gli individui tendono a innamorarsi della propria immagine, ma che si innamorano di proprie estensioni, convinti che non siano loro estensioni.
Penso che questa sia un´immagine piuttosto precisa di tutte le nostre tecnologie, e ci invita a riflettere su una questione fondamentale: l´idolatria della tecnologia comporta un intorpidimento psichico. Agli occhi di osservatori successivi, ogni generazione sospesa dinanzi a un grande cambiamento sembra essere stata del tutto inconsapevole dell´imminenza e dei punti fondamentali dell´evento stesso. Ma è necessario comprendere il potere che hanno le tecnologie di isolare i sensi l´uno dall´altro, e così di ipnotizzare la società.
Marshall McLuhan
La formula dell´ipnosi è «un senso alla volta». I nostri sensi privati non sono sistemi chiusi ma vengono incessantemente tradotti l´uno nell´altro in quella esperienza sinestetica che chiamiamo coscienza. I nostri sensi estesi, strumenti o tecnologie, sono invece sistemi chiusi, incapaci di interazione. Ogni nuova tecnologia diminuisce l´interazione e la consapevolezza dei sensi proprio nell´area a cui quella tecnologia si rivolge: si verifica una sorta di identificazione tra osservatore e oggetto. (...)
La nuova tecnologia elettronica, però, non è un sistema chiuso. In quanto estensione del sistema nervoso centrale, essa ha a che fare proprio con la consapevolezza, con l´interazione e con il dialogo. Nell´era elettronica, la stessa natura istantanea della coesistenza tra i nostri strumenti tecnologici ha dato luogo a una crisi del tutto inedita nella storia umana.
Ormai le nostre facoltà e i nostri sensi estesi costituiscono un unico campo di esperienza e ciò richiede che essi divengano collettivamente coscienti, come il sistema nervoso centrale stesso. La frammentazione e la specializzazione, tratti caratteristici del meccanismo, sono assenti. Tanto siamo inconsapevoli della natura delle nuove forme elettroniche, altrettanto ne veniamo manipolati.(...)
I modi di pensare generati dalla cultura tecnologica sono molto diversi da quelli favoriti dalla cultura della stampa. A partire dal Rinascimento, la maggior parte dei metodi e delle procedure hanno teso fortemente a enfatizzare l´organizzazione e l´applicazione visiva del sapere. I presupposti latenti nella segmentazione tipografica si manifestano nella frammentazione dei mestieri e nella specializzazione delle mansioni sociali.
La scrittura favorisce la linearità, ossia una consapevolezza e un modo di operare secondo il principio «una cosa alla volta». Da essa derivano la catena di montaggio e l´ordine di battaglia, la gerarchia manageriale e la divisione in dipartimenti che caratterizza le strutture accademiche. Gutenberg ci ha dato analisi ed esplosione. Frammentando il campo della percezione e dell´informazione in segmenti statici, abbiamo realizzato cose meravigliose.
Marshall McLuhan
I media elettronici operano però in modo diverso. La televisione, la radio e il giornale (che a sua volta era legato al telegrafo) hanno a che fare con lo spazio acustico, vale a dire con quella sfera di relazioni simultanee creata dall´atto di ascoltare. Noi udiamo suoni provenienti da tutte le direzioni nello stesso momento; questo crea uno spazio unico, non visualizzabile. La simultaneità dello spazio acustico è l´esatto contrario della linearità, del prendere una cosa alla volta. E´ molto sconcertante rendersi conto che il mosaico di una pagina di giornale è «acustico» nella sua struttura fondamentale.
Questo, tuttavia, vuole dire soltanto che qualunque struttura, le cui componenti coesistano senza connessioni o legami diretti, lineari e creino un campo di relazioni simultanee, è acustica, anche se alcuni suoi aspetti possono essere visualizzati. Le notizie e le pubblicità che si trovano sotto la data di un giornale sono tenute insieme soltanto dalla data. Non hanno alcuna interconnessione di natura logica o discorsiva.
Eppure formano un mosaico legato all´immagine aziendale le cui parti si compenetrano tra loro. Questo è anche il tipo di ordine che tende a costituirsi in una città o in una cultura. E´ un´unità di tipo orchestrale e vibrante, non l´unità del discorso logico.
Il potere tribalizzante dei nuovi media elettronici, il modo in cui essi ci riportano alla dimensione unificata delle antiche culture orali, alla coesione tribale e a schemi di pensiero preindividualistici, non è stato realmente compreso. Il tribalismo è il senso di un profondo legame di famiglia, è la società chiusa come norma della comunità.
La scrittura, in quanto tecnologia visiva, ha dissolto la magia tribale ponendo l´accento sulla frammentazione e sulla specializzazione, e ha creato l´individuo. D´altra parte, i media elettronici sono forme di gruppo. I media elettronici dell´uomo di una società alfabetizzata riducono il mondo a una tribù o a un villaggio in cui tutto capita a tutti nello stesso momento: ognuno conosce e dunque partecipa a ogni cosa che accade nel momento in cui essa accade.
Marshall McLuhan
(...) Siamo diventati come l´uomo paleolitico più primitivo, di nuovo vagabondi globali; ma siamo ormai raccoglitori di informazioni piuttosto che di cibo. D´ora in poi la fonte di cibo, di ricchezza e della vita stessa sarà l´informazione. Trasformare tale informazione in prodotti, a questo punto, è un problema che riguarda gli esperti di automazione e non più una questione che comporta la massima divisione del lavoro e delle capacità umane.
L´automazione, come tutti sappiamo, permette di fare a meno della forza lavoro. Questo terrorizza l´uomo meccanico perché non sa che cosa fare nella fase di transizione, ma significa semplicemente che il lavoro è finito, morto e sepolto.
(...) Quando nuove tecnologie si impongono in società da tempo abituate a tecnologie più antiche, nascono ansie di ogni genere. Il nostro mondo elettronico necessita ormai di un campo unificato di consapevolezza globale; la coscienza privata, adatta all´uomo dell´era della stampa, può considerarsi come un cappio insopportabile rispetto alla coscienza collettiva richiesta dal flusso elettronico di informazioni. In questa impasse, l´unica risposta adeguata sembrerebbe essere la sospensione di tutti i riflessi condizionati.
Penso che, in tutti i media, gli artisti rispondano prima di ogni altro alle sfide imposte da nuove pressioni. Vorrei che ci mostrassero anche dei modi per vivere con la nuova tecnologia senza distruggere le forme e le conquiste precedenti. D´altronde, i nuovi media non sono giocattoli e non dovrebbero essere messi nelle mani di Mamma Oca o di Peter Pan. Possono essere affidati solo a nuovi artisti.


[28-01-2009]



ABBI FEDE NELLA RETE – SKY.IT (+17%) VICINO AL SORPASSO DEI SITI RAI (-12%) E MEDIASET (-8%) – “FACEBOOK” SUPERA “YOUTUBE” – BENE “LIBERO” E “VIRGILIO” – IN GRAN BRETAGNA QUEST’ANNO IL WEB RACCOGLIERà Più PUBBLICITà DELLA TV…
1 - Sky.it insegue Rai e Mediaset on-line...
Andrea Secchi per "Italia Oggi"


logo facebook
Facebook e Sky.it sono i fenomeni di dicembre nella rete Internet, anche se con non poche differenze. Il primo ha superato YouTube nella categoria dei social media, diventando leader del comparto con quasi 10 milioni di utenti in Italia. Il sito della piattaforma satellitare, invece, è quello che è cresciuto di più nella propria categoria, broadcast media, oltre il 17% rispetto a novembre, anche se i numeri assoluti sono nettamente inferiori rispetto a Facebook: 2,2 milioni di utenti unici.

Secondo i dati forniti da Aegis Media Expert, quindi, Sky non solo cresce sul piccolo schermo, ma anche su Internet. Un bel risultato, che dimostra come stia pagando l'arricchimento di contenuti di Sky.it, un sito che si è mosso con più ritardo rispetto a quelli degli altri gruppi televisivi, e che in principio era praticamente solo una vetrina per la televisione satellitare di News Corp. Ora al suo interno vi si trovano notizie e soprattutto video, compresi film (ieri il Diario di Anna Frank, in contemporanea su Sky Cinema) o serie come Romanzo Criminale, visibili in rete anche per i non abbonati.


Sky
Calano, invece, i siti di Mediaset e Rai, che comprendono per altro quelli dei rispettivi Tg. Il Biscione va giù dell'8,7%, a 3,5 milioni di utenti unici, mentre l'online di viale Mazzini segna un -12,3%, 2,6 milioni di navigatori. Il confronto è fatto con il mese di novembre 2008 perché da ottobre in poi Nielsen//NetRatings, che fornisce i dati all'Audiweb, utilizza un nuovo universo, in pratica un nuovo sistema di rilevazioni, che rende impossibile il confronto in termini assoluti con il passato. Oltre ai tre broadcaster, si trovano nella tabella in pagina anche i canali (così si chiamano le sezioni di siti) tv di Repubblica e Corsera, in calo, mentre in crescita c'è ancora il sito di Radio Deejay, +6,4%, 667 mila utenti.

Tornando a Facebook, la crescita è continua e sotto gli occhi di tutti. A dicembre ha guadagnato un +26% rispetto al mese precedente, è arrivato a superare i 9,6 milioni di utenti unici lasciando indietro YouTube (+4%, 8,78 milioni), non strettamente un social network ma un social media, categoria in cui si trovano entrambi. Interessante notare come le community italiane siano comunque ben piazzate: Libero Community (Wind) al terzo posto (-4%, 4,3 milioni) e Virgilio Community al quarto (+6,4%, 4,2 milioni). Entrambe in vantaggio rispetto al MySpace di Rupert Murdoch (-0,4%, 2,9 milioni)

Infine uno sguardo più generale sulla rete. A dicembre gli utenti sono arrivati ai 22 milioni, +3% rispetto a novembre, il 42% della popolazione italiana. Le feste, però, hanno fatto diminuire le visite per persona, le pagine e il tempo speso online di qualche punto percentuale (2-3%).

2 - Pubblicità, in Uk il web supererà la tv quest'anno...
Federico Unnia per "Italia Oggi"


Rai
Sarà il futuro della pubblicità. Gli investimenti pubblicitari su internet in Gran Bretagna rappresentano oggi un quarto del totale, solo dell'1% meno di quanto sia investito in tv. Ma nel 2009 si prevede che gli investimenti on-line superiro quelli in tv, collocandosi al primo posto dei media pianificati.

Partendo da queste premesse, e soprattutto dal fatto che nel 2007 ha ricevuto circa 3.500 segnalazioni relative proprio a pubblicità diffuse via internet, l'Asa (Advertising standards authority) ha svolto un'indagine nel periodo luglio-agosto 2008 sul livello di correttezza dei messaggi pubblicitari diffusi in Gran Bretagna sui media digitali. Una gamma molto ampia di supporti comunicativi, che vanno dai banner su internet ai pop-up, dai motori di ricerca sponsorizzati alle mail commerciali, dai viral ai blog, fino ai messaggi e contenuti trasmessi attraverso i siti di discussione.

Senza dimenticare la pubblicità su telefonia cellulare. Un universo che ha permesso all'Asa di monitorare volontariamente 551 messaggi diffusi nel periodo estivo, dei quali solamente 16 sono stati giudicati non conformi alle regole della corretta comunicazione pubblicitaria.

Il tasso di correttezza è del 97%, con punte del 95% per i siti relativi a tematiche sociali e del 100% per i viral. Dai dati resi noti nei giorni scorsi a Londra, emerge che nel complesso i pubblicitari e le imprese sono nel complesso capaci e responsabili nell'utilizzare in pubblicità mezzi e strumenti tecnologicamente innovativi.

Un punto critico tuttavia esiste ed è rappresentato dal ricorso alle e-mail per la promozione di prodotti cosmetici. Ben 2 dei 4 casi riscontrati nell'uso scorretto di questo strumento riguardavano proprio il settore cosmetico. Per quanto riguarda in generale i settori maggiormente segnalati per fenomeni di comunicazione non corretta spicca al primo posto il settore benessere e salute (72% di correttezza, il più basso), gli annunci di lavoro (83%), computer e tlc (96).


Mediaset
Un ulteriore fenomeno, tuttavia, emerge: si tratta della diffusione non autorizzata (ma spesso voluta) di comunicazioni messaggi viral, di operazioni di guerrilla marketing, destinati a suscitare interesse, dibattito e accesso sulla rete, al fine di creare consenso e notorietà su una marca ed un prodotto.

Insomma un espediente, criticata dall'Asa e verso il quale sia gli utenti sia le agenzie di pubblicità, quelle di rp comprese, sono state richiamate a una maggiore serietà e controllo. Da segnalare infine che nel periodo in cui era effettuata questa indagine su base volontaria, l'Asa ha giudicato 8 casi di pubblicità diffusa su media digitali, tutti condannati.


Si parlava di vino, ricordate? Si diceva di generazioni di produttori seduti su colline ereditate da antichissimi avi, che contro ogni innovazione, in nome della tradizione più pura producevano un prodotto sempre più nobile, sempre più specializzato che per riconoscerlo era fiorita una specifica letteratura, - così come sempre nasce una terminologia per iniziati attorno ad un argomento di casta, siano essi medici, legislatori, o programmatori di computer, c’è sempre la verbalizzazione di concetti elementari espressi con un gergo da iniziati – e per descrivere quel vino, collocato in quel vitigno di quella nicchia, prodotto da quella casa in quello specifico anno, vino che risultava vellutato al palato con retrogusto acidulo con vago sentore di mandorlato che titillava il velopendulo (sto scherzando) occorreva caricarsi di una cultura vinicola da intimidire le anime più semplici, un po’ come registrare il timore che prendeva l’omino qualunque che desiderasse comprare un libro di cui aveva sentito vagamente parlare in un altro contesto e che dovesse affrontare il cerbero del libraio che aveva letto tutto, che sapeva tutto e davanti al quale si dovesse mostrare tutta la propria ignoranza.

Arrivarono i barbari e confezionarono un prodotto uniforme che quasi non si distingueva uno dall’altro e un critico che su una rivista a larghissima tiratura a quei vini dava un punteggio come le stelline che si mettono ai film: cinque stelle ottimo, quattro buono, eccetera.
La conseguenza fu che il vino perse l’anima ma acquistò un mercato tanto vasto che oggi trova i suoi consumatori in Cina, nello Yemen, a Timbuctu e in tutti quei luoghi dove non sarebbe MAI penetrato.


sabato 9 novembre 2019

SPIA SMARTPHONE

“LA PIÙ GRANDE SPIA OGGI È LO SMARTPHONE” - PARLA ARIK BRABBING, EX CAPO DELL'UNITÀ CYBER DELL’INTELLIGENCE ISRAELIANA: “SIAMO SEMPRE LOCALIZZATI. PRENDI UNA FOTOGRAFIA: SU CARTA PUOI SOLO GUARDARLA, CON UN CELLULARE PUOI RACCOGLIERE MOLTE PIÙ INFORMAZIONI. POSSIAMO ENTRARE NEI TELEFONI E SAPERE TUTTO. ACCEDIAMO ALLA TUA ROUTINE ATTRAVERSO L’ANALISI DI DETTAGLI TECNOLOGICI A DISPOSIZIONE DI TUTTI E SAPPIAMO CHE…”

Fabiana Magrì per “la Stampa”

soldati israeliani lavorano ad un'operazione di cyber sicurezza  
soldati israeliani lavorano ad un'operazione di cyber sicurezza
 
«Il mio compito era uno, chiaro e semplice: prevenire attacchi terroristici». Il termine «understatement» è un eufemismo nel caso di Arik (Harris) Brabbing. Oggi è una delle voci più autorevoli dell' Inss, l' Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale dell' Università di Tel Aviv, ma in 27 anni di servizio nello Shin Bet, l' agenzia di intelligence interna di Israele, ha ricoperto ogni tipo di incarico, dalle missioni sul campo a ruoli di responsabilità e controllo sull' area della Cisgiordania e Gerusalemme.

arik brabbing analista dello inss ex operativo shin bet 
  arik brabbing analista dello inss ex operativo shin bet
 
La sua prima volta a capo di una divisione è stata nell' unità cyber, in un momento molto delicato: l' insorgere della Terza Intifada. «Lo Shabak era abituato ad affrontare organizzazioni terroristiche. Dalla mia posizione, oggi posso dire che è più facile combattere e infiltrarsi in un' organizzazione nemica, con gerarchie e routine, piuttosto che difendersi dai lupi solitari».

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Nel 2014 Brabbing si è trovato, per primo, a gestire il nuovo fenomeno. «Ci ha colto di sorpresa. Non avevamo strumenti per fermare o prevenire le azioni di questi individui. Ma noi israeliani siamo velocissimi ad adattarci e a trovare soluzioni». Soluzioni che sono diventate casi di studio e di esempio per altre nazioni, quando il fenomeno del terrorismo fai-da-te è dilagato anche in Europa.

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Se oggi Internet e i social media sono il territorio in cui si muovono tutte le agenzie di intelligence, si deve all' intuizione di Brabbing e del team di agenti che hanno iniziato a usare Facebook e a setacciare il web per scovare i terroristi. «Abbiamo capito che questi ragazzini di buona famiglia, senza precedenti, armati di coltelli da cucina o dell' automobile dei genitori, vivevano tutti nello stesso luogo: Internet, specialmente Facebook. Qui sfogavano insoddisfazioni, amori non corrisposti, difficoltà finanziarie, fallimenti. E, sempre online, prendevano ispirazione da altri terroristi».

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Le tensioni tra israeliani e palestinesi diventano l' occasione per passare all' azione ma il vero movente sono i problemi personali. L'«istishhad», martirio in arabo, morire uccidendo il nemico, è percepita come l' unica possibilità di riscatto sociale. Come fermarli prima che agiscano? «Ricordo un ragazzo di Hebron, 21 anni. Aveva perso il lavoro ed era stato punito dal padre.

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Una nostra fonte, un suo amico, aveva raccolto una confidenza: «Domani sentirai parlare di me alla radio israeliana e vedremo chi è il più coraggioso». Abbiamo localizzato il suo telefono all' incrocio con il Gush Etzion, vicino agli insediamenti ebraici. L' analista aveva valutato che il livello di rischio fosse alto. Quando l' abbiamo trovato e interrogato, il ragazzo ha confessato che aveva intenzione di compiere una strage. Sarebbe diventato un martire e avrebbe avuto il suo riscatto sociale. Sentiva di non avere altra scelta».

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Com' è riuscito, un agente sul campo che per la maggior parte della sua vita si è basato su fonti umane, a guidare un cambiamento epocale di strategia?
«Il direttore dell' Isa pensò che fosse fondamentale avere qualcuno che sapesse esattamente quello che serve sul campo e che spiegasse agli informatici come dovevano funzionare i nuovi strumenti. La più grande spia oggi è lo smartphone», spiega appoggiando il suo telefono sul tavolo.

bambini guardano youtube bambini guardano youtube
Siamo sempre localizzati «Prendi una fotografia. Su carta stampata, puoi solo guardarla. Con uno smartphone, invece, puoi raccogliere molte più informazioni su luoghi e orari. Grazie a Google e Waze, siamo sempre localizzati. Puoi scoprire chi ha scattato foto nello stesso luogo. Abbiamo strumenti per entrare nei telefoni e, anche se non possiamo accedere al contenuto dei messaggi, possiamo sapere per quanto tempo hai utilizzato le App.
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Accediamo alla tua routine attraverso l' analisi di dettagli tecnologici a disposizione di tutti. Sappiamo che Hezbollah ha moltissime informazioni su Israele, sulle nostre strategie, sulle infrastrutture. Il suo piano è colpirci in luoghi sensibili, non militari ma civili, come la Kirya, al centro di Tel Aviv. Chi dobbiamo ringraziare? Me, te e le persone qui intorno. Siamo una società aperta, postiamo tutto online, non abbiamo segreti».
benjamin netanyahu benjamin netanyahu

Come cambia il ruolo dell' agente, in questo scenario così aperto e senza misteri?
«Un tempo il problema era reperire informazioni. Oggi ne abbiamo troppe. La vera sfida è sviluppare strumenti che, in automatico, raccolgano solo i tasselli utili. Sappiamo da quali App possiamo acquisire il maggior numero di informazioni per prevenire gli attacchi. Prima di tutto Facebook e Instagram.
giovani hacker al lavoro a qom, in iran giovani hacker al lavoro a qom, in iran

Poi quelle di messaggistica. Youtube è eccellente. E i siti Internet dei martiri, sorta di templi virtuali dedicati dalle famiglie. Perlustriamo la rete come con un satellite. Molte persone condividono video di attentati su YouTube nel momento in cui si vede l' assassinio. Per noi è facile individuare questi utenti e tenerli sotto controllo.
deep learning deep learning

Non necessariamente sono terroristi. Con l' intelligenza artificiale, attraverso il machine learning, stiliamo una classifica. Insegniamo alla macchina quali casi evidenziare. Avere troppi sospettati non aiuta, non possiamo tenere tutti sotto osservazione.

Quando le macchine non ci restituiscono "l' odore" della persona, ci rivolgiamo agli uomini sul campo. E alla fine del processo c' è sempre un individuo, l' analista. Nella mia carriera - conclude Brabbing - ho partecipato a moltissime operazioni di intelligence con fonti umane ma non solo. Il nostro potere non è tanto nella conoscenza. La questione principale è l' integrazione di tutte le fonti».
israel defence force israel defence force benjamin netanyahu accusa l'iran di non rispettare il deal nucleare benjamin netanyahu accusa l'iran di non rispettare il deal nucleare

mercoledì 30 ottobre 2019

TRA TV E INTERNET

ALDO GRASSO - ''LA TV NON INFLUENZA PIÙ NESSUNO? MOLTI PENSAVANO CHE LA PUNTATA DI ''REPORT'' SUL CASO METROPOL SAREBBE STATO L'INIZIO DELLA FINE PER SALVINI. MA NON E' ANDATA COSÌ, VISTO IL TRIONFO DELLA LEGA IN UMBRIA. IL MONDO È IPER-CONNESSO E INTERNET, È PROPAGANDA MOLTO PIÙ EFFICACE DI ALTRI MEDIA. UN'INCHIESTA DI MESI VALE QUANTO UN SENTITO DIRE SU FACEBOOK''
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aldo grasso aldo grasso

Aldo Grasso per il “Corriere della sera

Per anni, dopo una puntata di Report condotto da Milena Gabanelli ho ricevuto lettere, mail e post all' insegna della rassegnazione. Il tono era sempre lo stesso: perché dopo una simile denuncia le forze dell' ordine non sono intervenute? Per anni ho cercato di spiegare che i tempi della magistratura e i tempi della tv sono diversi, molto diversi. Per questo, a fine stagione, la Gabanelli si premurava di farci sapere l' esito di alcune inchieste.

FABIO FAZIO INCHIESTA REPORT FABIO FAZIO INCHIESTA REPORT
 
Dopo le puntate di Report di lunedì della scorsa settimana e dell' altro ieri su Rai3 è successo qualcosa di analogo, riguardante però l' efficacia della tv. Come saprete, Sigfrido Ranucci ha presentato un' inchiesta di Giorgio Mottola sul presunto scandalo del Metropol di Mosca in cui sono rimasti impigliati Matteo Salvini (seppur non indagato) e il suo ex portavoce Gianluca Savoini, personaggio molto inquietante.

Report ha raccontato di trattative della Lega per i soldi e il petrolio russo e della nascita di un asse tra forze estremiste in Russia e negli Stati Uniti: la «Fabbrica della paura». La forza della tv!

report e la trattativa tra savoini e i russi 14 report e la trattativa tra savoini e i russi 14
 
Secondo alcuni lettori, una simile puntata (rafforzata dalla seconda), avrebbe fatalmente dato inizio al declino di Salvini. Evidentemente le cose non sono andate così, visto il trionfo della Lega in Umbria. Tv, opinione pubblica e magistratura continuano ad avere tempi differenti e, in tutta onestà, non sappiamo come andrà a finire la storia dei presunti finanziamenti russi.

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Ma l'«istituzione tv», non influenza più nessuno? Il mondo intero è ora iper-connesso e internet, nell' ambito della propaganda, è molto più efficace di altri media. La rete ha fatto saltare la tradizionale gerarchia delle notizie con il risultato che un' inchiesta durata mesi vale quanto un sentito dire su Facebook. In epoca di social, l' indistinta valanga dei social, il controllo delle notizie non pare più necessario: contano di più le visioni estreme e le notizie false.
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