martedì 8 novembre 2022

LO SMARTPHONE SOPPRIME LA RIVOLUZIONE

“LO SMARTPHONE SOPPRIME OGNI RIVOLUZIONE” – IL FILOSOFO-STAR BYUNG-CHUL HAN SI SCAGLIA CONTRO IL DIGITALE E L'INVADENZA DELLA TECNOLOGIA, IL NARCISISMO COLLETTIVO E IL CONSUMISMO SERIALE: “LO SMARTPHONE NON È SOLO UN EFFICACE STRUMENTO DI SORVEGLIANZA, MA ANCHE UN CONFESSIONALE MOBILE. LA CONFESSIONE ERA UNA TECNICA DI DOMINIO MOLTO EFFICACE. NOI CONTINUIAMO A CONFESSARCI, MA DIGITALMENTE” – “VIVIAMO IN UNA SOCIETÀ DELLA SOPRAVVIVENZA. BRANCOLIAMO DA UNA CRISI ALL'ALTRA. LA VITA SI RIDUCE A MERA RISOLUZIONE DI PROBLEMI”

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Byung-Chul Han Byung-Chul Han

Nell'abito dell'apocalittico ci sta comodo. Il filosofo Byung-Chul Han ha indossato i panni della Cassandra e, con piglio nichilistico e rigore tutto teutonico (è di origine coreana ma tedesco d'adozione), ha avviato una radicale critica della nostra epoca. Il digitale e l'invadenza della tecnologia; il narcisismo collettivo; l'erosione della comunità e la perdita dei riti; lo sfrenato capitalismo neoliberista che ci ha trasformati in un drappello di consumatori seriali e indiscriminati; e così via - questi alcuni degli aspetti sui quali il filosofo ha poggiato il suo sguardo, ineludibile.

 

Per scrivere queste sue severe analisi l'autore non invoca mai nessuna musa: glaciali, le sue pagine hanno una grana sempre troppo fine - aspetto che gli ha portato qualche critica e molto, molto successo. I suoi libri sono letti, discussi, commentati. Ora arriva in libreria una raccolta dal titolo Perché oggi non è possibile una rivoluzione. Saggi brevi e interviste - come sempre ottimamente tradotta da Simone Aglan-Buttazzi per le edizioni nottetempo. Ed è l'occasione per fargli qualche domanda.

 

Byung-Chul Han Perché oggi non è possibile una rivoluzione Byung-Chul Han Perché oggi non è possibile una rivoluzione

Secondo lei uno dei motivi dell'impossibilità, oggi, di una rivoluzione, è la trasformazione del potere: prima era disciplinare, ora fa sì che tutti noi ci sottomettiamo volontariamente.

"Kafka scrive in un aforisma: 'L'animale strappa di mano la frusta al padrone e si frusta da sé per diventare padrone'. Frustandosi, l'animale crede di essere libero. Noi ci sfruttiamo volontariamente - e appassionatamente - nell'illusione di realizzarci. Quindi la coazione distruttiva non viene esercitata tramite l'Altro, bensì tramite me stesso. Scaturisce dalla mia interiorità. Io non vengo sfruttato dal mio padrone, mi sfrutto da solo. Sono al contempo servo e padrone".

 

E questo avviene perché, come scrive, il sistema di dominio neoliberista si è trasformato da repressivo a seduttivo?

"Il neoliberismo è un capitalismo del mi piace. Esso si distingue in maniera sostanziale dal capitalismo dell'Ottocento che lavorava per mezzo di costrizioni disciplinari e divieti. Il potere del regime neoliberista si muove in chiave smart. Questo potere smart si stringe a noi, cerca di strapparci dei mi piace invece di subordinarci a costrizioni e divieti. Non ci impone nemmeno il silenzio.

 

Byung-Chul Han Byung-Chul Han

Al contrario, ci stimola continuamente affinché raccontiamo la nostra vita, affinché comunichiamo opinioni, bisogni, desideri e preferenze. Questa assoluta verbalizzazione della vita conduce a un'influenza totale sul nostro comportamento. Nel regime neoliberista il dominio non si espleta mediante l'oppressione, bensì attraverso la comunicazione. Veniamo storditi dall'ebbrezza comunicativa".

 

Siamo sottomessi dall'uso che facciamo dei nostri telefonini?

"Ciascun dominio crea dei devozionali impiegati per opprimere. Essi consolidano il dominio mediante l'habitus. Chi è devoto è sottomesso. Lo smartphone è un devozionale digitale, il devozionale per eccellenza dell'ambito digitale. Soggetto significa in origine "essere sottomesso". Lo smartphone funge da dispositivo soggettivizzante. Il like è un amen digitale. Mentre noi clicchiamo sui like, ci sottomettiamo al contesto di dominio. Lo smartphone non è solo un efficace strumento di sorveglianza, ma anche un confessionale mobile. La confessione era una tecnica di dominio molto efficace. Noi continuiamo a confessarci, ma digitalmente. Ci denudiamo di nostra sponte. Nel farlo non chiediamo perdono, bensì attenzione. Lo smartphone sopprime qualsiasi rivoluzione".

 

SMARTPHONE E STRESS SMARTPHONE E STRESS

Quindi come ne veniamo fuori?

"Nel suo libro Il capitalismo della sorveglianza (in italiano per Luiss University Press, ndr), Shoshana Zuboff evoca la resistenza collettiva rimandando alla caduta del muro di Berlino: "Il muro di Berlino è caduto per molti motivi, ma soprattutto perché i cittadini di Berlino Est avevano detto 'Adesso basta!'. [...] Basta! Questa dev'essere la nostra dichiarazione". Il sistema comunista che opprime la libertà si differenzia in maniera sostanziale dal capitalismo neoliberista della sorveglianza che sfrutta la libertà. Siamo troppo presi dalla droga digitale e dall'ebbrezza comunicativa affinché possa levarsi un 'Basta!', una voce resistente".

 

Il problema è che una voce non basta, ci vorrebbe una comunità che si solleva...

"Il regime neoliberista è un regime della paura. Esso isola le persone rendendole imprenditrici di se stesse. La concorrenza totale e l'assolutizzazione della performance erodono la comunità. L'isolamento crescente, la mancanza di solidarietà e la narcisizzazione dell'essere umano rafforzano la paura. Anche il rapporto con noi stessi viene sempre più caratterizzato dalle paure: paura di fallire, paura di non essere all'altezza delle proprie ambizioni, paura di non tenere il passo, paura di venire lasciati indietro o paura di prendere una decisione sbagliata".

 

Byung-Chul Han Byung-Chul Han

Insomma, va proprio tutto male...

"Oggi viviamo in una società della sopravvivenza. Brancoliamo da una crisi all'altra, da un problema all'altro. La vita si riduce a una mera risoluzione di problemi. Dinanzi a eventi apocalittici come la pandemia, la guerra e le catastrofi climatiche guardiamo impauriti il futuro buio che ci attende. L'ascesa delle forze populiste di destra in Europa ha proprio a che vedere con la paura crescente".

 

Non resta che il fallimento come specie umana?

"L'antidoto alla paura è la speranza. È la speranza a unirci, a far emergere comunità e solidarietà. È il nucleo primario della rivoluzione. È lo slancio, il balzo in avanti. Ci apre gli occhi dinanzi a una vita diversa e migliore. La paura vive delle cose passate, del risentimento. La speranza apre al futuro. Solo lo spirito della speranza può salvarci".

 

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Ma cosa intende per speranza? Intende collettiva, politica? A questi ultimi interrogativi però Byung-Chul Han non risponde, sorvola, come se al nostro filosofo interessino soltanto rovine e macerie... che si sia comodamente seduto al Grand Hotel Abisso - così Lukács criticava Adorno e i suoi sodali della Scuola di Francoforte - dal quale assiste, sprezzante, alla fine del nostro mondo? Detta en passant, bisogna ricordare che sarebbe anche la nostra fine, il fallimento di tutti. Filosofi compresi.

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lunedì 7 febbraio 2022

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

LA VERA “VALUTA DIGITALE” SONO I NOSTRI DATI PERSONALI (E BISOGNA MONETIZZARLI) - IL FILOSOFO MASSIMO FERRARIS: “OGGI CONSUMANDO CIBI, INTRATTENIMENTO, INFORMAZIONE NON SOLO DIAMO LORO VALORE, MA NE GENERIAMO DI NUOVO, L'ENORME CAPITALE DEI DATI PRODOTTI DAI NOSTRI COMPORTAMENTI. NON CI SI PENSA MAI, PRESI COME SIAMO DAL TIMORE CHE LE PIATTAFORME CI SPIINO O CI TRASFORMINO IN AUTOMI. SERVE UNA STRATEGIA PER UN PROCESSO DI WELFARE DIGITALE. E CI SONO DUE PASSAGGI POSSIBILI..."




BIG DATA 

  BIG DATA

Maurizio Ferraris per "la Stampa"

 

Di solito ci si preoccupa che i ragazzi studino, io mi preoccuperei prima di tutto del fatto che a studiare siamo noi adulti, impegnandoci a comprendere ciò che sta avvenendo in questi tempi post-coronali.

 

Il tempo non ci manca perché l'automazione, ossia l'abilitazione di macchine a comportarsi come umani, sta crescendo grazie al web, cioè di questa grande macchina per attrarre umani, regalando loro perline (servizi e informazioni) e drenando tesori: profitti pubblicitari, flussi di preferenze (profilazione), riproduzione meccanica di comportamenti (automazione). 

 

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Ci sono rimedi? Certo, ma non sono i due attualmente sul mercato. Il primo è quello regressivo, che si limita a condannare la voracità neoliberista delle piattaforme, inventando ircocervi come il «capitalismo di sorveglianza» di cui tanto si parla non considerando che la sorveglianza è un costo che il capitalismo non ha interesse a sostenere.

 

E, quel che è più grave, non comprendendo che il rimedio proposto (aumentare i controlli statali sulle piattaforme) sarebbe peggiore del male, creando uno stato quello sì uguale al Panopticon di Bentham, come in Cina, dunque realizzando l'incubo che si voleva scongiurare, perché gli Stati, diversamente dai capitalisti, sono interessati alla sorveglianza. 

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Il secondo è semplicemente virtuale, o meglio chimerico. Come quando si sostiene che basterebbe investire il 2% del Pil globale riducendo le spese militari per risolvere la crisi ambientale. Non è la scelta giusta per ragioni di fatto e di diritto.

 

Di fatto, non è attuabile, e dunque non è una soluzione: non dubito che tutti noi preferiremmo che in Ucraina non succeda niente, ma dubito che questo auspicio abbia la più remota influenza sul corso del mondo. 

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Di diritto, quando pure per un caso unico nella storia l'umanità si disarmasse, mettendosi alla mercé del bullo di turno, sarebbe una soluzione regressiva, perché inciderebbe sul valore esistente (un valore moralmente problematico, ma pur sempre un valore) invece che crearne del nuovo.

 

Ora, proprio questo è il punto. L'ambiente, e l'umanità che ci vive, non si salverà mai con una riduzione di risorse, significherebbe condannare a morte milioni di persone, ma con l'introduzione di risorse nuove, dell'immenso capitale di quella fascia preponderante di umanità che prima non aveva nulla, perché non aveva soldi, mentre oggi ha dati, che se bene investiti costituiscono il capitale del XXI secolo. 

 

deep learning deep learning

Il primo atto, qui, è il riconoscimento del valore che gli umani producono sul web, che non esisterebbe se non ci fossero i loro bisogni. Si osservi una circostanza che pare un'inezia: si può automatizzare la produzione, ma non il consumo. Posso inventare una macchina per fare la pizza o per scrivere articoli, ma non per mangiare la pizza o leggere articoli. È proprio su questa circostanza che si fonda la possibilità di immettere nuovo valore nel mondo. 

 

intelligenza artificiale intelligenza artificiale

Perché sono i nostri bisogni, immediati come la pizza o mediati come l'articolo, a determinare il valore dell'una e dell'altro, ed è così da sempre. Quello che è nuovo è che oggi consumando cibi, intrattenimento, informazione non solo diamo loro valore, ma ne generiamo di nuovo, l'enorme capitale dei dati prodotti dai nostri comportamenti. 

 

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Sembra banale, ma non ci si pensa mai, presi come siamo dal timore che le piattaforme ci spiino, mentre hanno di meglio da fare; o che ci trasformino in automi, opzione fisiologicamente impossibile visto che siamo organismi, oltre che economicamente rovinosa perché in un modo di automi non ci sarebbero bisogni, dunque valori.

 

Lasciando da parte distopie che purtroppo hanno effetti reali, quelli di convincerci che siamo le vittime sacrificali delle piattaforme, oltre che dello stato biopolitico di altri malanni, elaboriamo una strategia che ci trasformi negli attori di un processo di welfare digitale (Webfare). 

 

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La prima mossa è alla portata di ognuno di noi. Come cittadini dell'Unione Europea abbiamo il diritto di richiedere alle piattaforme i nostri dati, che per noi non valgono niente giacché non sono aggregati e sono difficilmente leggibili. Questa mossa è facile in teoria, complicata in pratica, e di per sé inutile, perché è, in grande, come conservare tutti i biglietti dei treni, gli scontrini dei negozi, le cartoline dal mare: cosa ce ne facciamo, a parte riandare ai bei tempi che furono e che interessano solo noi, quando va bene? 

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Oltre che inutile, l'operazione appare sciocca, perché in quell'enorme pagliaio di like, di comportamenti, di bioritmi ci vorrebbe una pazienza inumana, quella di un computer, per trovare non dico un valore, ma un senso qualsiasi. È qui che si tratta di compiere la seconda mossa, che richiede l'intervento di corpi intermedi vecchi e nuovi. Se quei dati non valgono per noi ma per le piattaforme è perché queste, aggregandoli con milioni di altri dati, tendono a renderli significativi e dunque capitalizzabili appunto in quanto fonte di proventi pubblicitari, profilazione e automazione. 

 

intelligenza artificiale intelligenza artificiale

Se le cose stanno in questi termini, si tratta di creare delle agenzie di intermediazione, o rimodellarne di esistenti, capaci di aggregare i dati e di capitalizzarli per finalità socialmente utili. Concretamente: una azienda sanitaria è autorizzata dai suoi clienti a mettere sul mercato i dati sanitari aggregati, cioè anonimizzati, oltre che i dati social (immagino che la correlazione sarebbe molto significativa), e i proventi coprono la spesa sanitaria. 

 

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Una banca è autorizzata dai suoi correntisti a mettere sul mercato, sempre in forma anonimizzata, tanto i dati finanziari quanto i dati social, e i proventi vanno a sostegno del territorio e delle persone o imprese in difficoltà.

 

E così via per musei (aggregare i 4 milioni di dati dei visitatori del Museo Egizio con i loro archivi social ci direbbe molte cose sul mondo di oggi), scuole, università, biblioteche. Con questo processo si produrrebbe nuovo valore, che prima era silente o inutilizzato, senza intaccare il valore già esistente, quello delle piattaforme. 

 

l'intelligenza artificiale e le emozioni 7 l'intelligenza artificiale e le emozioni 7

Cosa non meno importante, si darebbe vita a un mercato dei dati che in questo momento manca. Quanto valgono le informazioni che permettono di far volare gli aerei a pieno carico grazie ai dati sui comportamenti dei passeggeri? Ecco una domanda a cui non si potrà mai rispondere se l'acquisto dei dati è il frutto di una trattativa privata tra una piattaforma e una compagnia.

 

Se esistesse un mercato (e non potrà non esistere con l'ingresso di investitori di dati che siano diversi dalle piattaforme) ci sarebbe una domanda e un'offerta e, su quella base, si determinerebbe il valore economico che potrà essere investito nell'incremento del valore culturale e umano. 

l'intelligenza artificiale e le emozioni l'intelligenza artificiale e le emozioni

 

Il punto è dirimente. Solo una società capace di creare nuovo valore invece di litigarsi le briciole del valore esistente può trovare le risorse educative e culturali, cioè anche le disponibilità finanziarie, per generare nuovi valori invece che piangere la morte dei vecchi. Le piattaforme hanno insegnato all'umanità come dar valore commerciale ai suoi comportamenti; tocca ora all'umanità insegnare alle piattaforme come dare valore culturale e morale a questo immenso capitale indicando la via per la transizione, lunga, ma in ogni momento reale, dall'homo faber all'homo sapiens. 

 

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Ecco perché il futuro dell'umanità, un avvenire che durerà a lungo, sarà caratterizzato da un peso crescente dell'educazione, proprio come gli ultimi 10mila anni sono stati assorbiti dalla produzione. Le risorse ci sono, solo si tratta di riconoscerle e di investirle con una cooperazione tra valore economico, valore culturale e valore morale capace di creare un circolo virtuoso. 

 

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Creando così una scienza nuova in cui gli spiriti animali dell'umanità, presenti da che umano e umano ma oggi trasformabili in dati e in valore, costituiscano una risorsa che ci accompagni nel passaggio infinito, ma doveroso e definitorio della natura umana, dalla scimmia all'uomo, dall'odiatore al formatore, e magari anche dal pensatore negativo al pensatore propositivo.

 

sabato 30 ottobre 2021

ttozoi

 

CONOSCETE I TTOZOI?

 

Fino al al 12 novembre 2021 sarà aperta a Roma la mostra "Fiori invisibili" del duo TTOZOI a cura di Sabino Maria Frassà. La mostra fa parte del ciclo artistico "Extraordinario", promosso dal progetto non profit negli showroom di Roma e Milano del brand di design Gaggenau.
 


 
 
 La mostra “Fiori invisibili” porta per la prima a volta a Roma le opere del duo artistico TTOZOI. Le loro opere d’arte sono realizzate a partire da materie organiche (farine, acqua e pigmenti naturali), che ci mettono in contatto con un mondo extraordinario - le muffe - elementi che normalmente non consideriamo nell’ambiente intorno a noi. Gli artisti realizzano così delle opere attraverso un procedimento di fatto invisibile agli occhi sia degli artisti sia degli spettatori, ma fortemente influenzato e in connessione con le condizioni ambientali che lo circondano. Le opere d’arte dei TTOZOI si sviluppano infatti in situ, all’interno di teche chiuse; soltanto dopo un’attesa di 40 giorni viene mostrato allo spettatore il risultato di questo processo di proliferazione, che è anche un vero e proprio testimone del genius loci che li ha determinati.
 


 
 
 

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domenica 24 ottobre 2021

SQUID GAME

 

“VUOI CAMBIARE LA TUA VITA?” - A ROMA SONO SPUNTATI DEI BIGLIETTI FUORI DALLE SCUOLE, CON TANTO DI NUMERO DI CELLULARE ITALIANO, CHE INVITAVANO I BAMBINI A PARTECIPARE A “SQUID GAME” – ALCUNI RAGAZZINI SONO STATI SCOPERTI A PICCHIARSI MENTRE CERCAVANO DI IMITARE ALCUNE DELLE PROVE DELLA SERIE COREANA - L’ALLARME DELLE SCUOLE: “VISIONI POCO IDONEE CHE SPIEGANO ANCHE PERCHÉ I BAMBINI SIANO SEMPRE PIÙ AGITATI E VIOLENTI” – ALLA FINE SI È SCOPERTO CHE QUEI BIGLIETTINI ERANO STATI MESSI DA…

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Raffaella Troili per "il Messaggero"

 

biglietti squid game a roma 

  biglietti squid game a roma

Cerchio, triangolo, quadrato. Quanto di più banale, no? E dietro il testo vuoi cambiare vita? 351xxxxxxx. E un bimbo che ne sa, a quale crudeltà va incontro? Identico a quello della serie tv, quanto inquietante, il biglietto è apparso fuori alle scuole di Roma, poco importa se in basso a destra si indicava l'età dei partecipanti (18-35). 

 

La curiosità ha spinto bambini di elementari e medie romane a digitare quel numero, che squillava a vuoto, poi la segreteria anzi la canzoncina nenia angosciante sudcoreana della serie tv distribuita su Netflix più discussa del momento: Squid Game. La sfida tra poveracci, per diventare ricchi a suon di gare sadiche quanto elementari in cui la morte fa parte del gioco. Impressionante per gli adulti, improbabile per un bambino. 

biglietti squid game biglietti squid game

 

GENITORI AVVISATI 

Eppure all'Appio i bigliettini identici a quelli che chi ha visto la serie ben conosce (lasciati sugli stipiti delle porte o sotto, proprio a chi è più negletto e in difficoltà) sono apparsi fuori a un istituto comprensivo, elementari e medie della zona. Non solo: sempre nei paraggi gli stessi bigliettini erano stati lasciati nelle cassette della posta esterne ai palazzi, tipo in via Amelia. 

squid game squid game

 

Ancora, sempre in zona ieri mattina nell'istituto Santa Dorotea, elementare di via Matera, il gioco del calamaro traduzione del titolo della serie nonché una delle prove più crudeli e violente si è svolto in classe prima dell'inizio delle lezioni. Il tempo di realizzare e suor Alberta, a capo dell'istituto dal 2002, ha preso carta e penna ha scritto ai genitori. Tempismo degno di rispetto. «Questa mattina dei bambini di quarta stavano giocando tra loro». 

squid game squid game

 

Calci, pugni, prima di cominciare. I maschi dietro la porta per non far entrare le ragazze e per pestarsi tra loro. «Mi sono informata, mi hanno parlato di una serie tv, anche perché i ragazzini mi hanno detto che stavano facendo il gioco del calamaro...». Suor Alberta ha scritto preoccupata ai genitori: «State attenti a lasciare mezzi tecnologici in mano ai vostri figli». 

il biglietto da visita in squid game il biglietto da visita in squid game

 

Lei non conosceva il gioco del calamaro, non aveva visto quanta violenza può indirettamente accompagnare le serate in famiglia stesi sul divano, non sapeva che i ragazzi sanno come trovare il modo di vedere ciò che vogliono. Una comunicazione urgente, per sensibilizzare le famiglie. 

squid game 3 squid game 3

 

«Visioni poco idonee che spiegano anche perché i bambini siano sempre più agitati e violenti, mi dicono sia una seria crudele cinica tutto quel che proprio non serve ai nostri ragazzi, bambini che hanno paura di tante cose e rischiano di sentirsi forti in questi mondi inesistenti». 

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L'ALLARME 

Ecco, suor Alberta e la sua testimonianza. Restano i biglietti lasciati fuori ad altre scuole, nelle cassette della posta, qua e là senza apparente significato. Più di un genitore ha allertato i carabinieri di zona, che stanno indagando, aspettano altre informazioni utili, non escludono che dietro ci sia un'agenzia interessata a farsi pubblicità. 

squid game squid game

 

Intanto al momento, a numero non risponde nessuno invece il tam tam è passato di chat in chat, scuole, catechismo, calcio, tutti allertati. 

 

«All'uscita di scuola - racconta una mamma - mio figlio ha trovato il bigliettino con i simboli di Squid Game. Volevo avvertirvi. Sono i simboli di una serie sotto accusa perché parla di alcuni giocatori che se perdono vengono uccisi. È successo che questi bigliettini ce li avevano in mano anche molti bambini delle elementari, ho avvisato i carabinieri, al tg parlavano di una sorta di istigazione al suicidio, potrebbe esserci dietro una challenge, però chissà chi c'è dietro, qualcuno che li adesca? Occhio». 

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Occhio. Anche se in serata si scopre che dietro c'è un'iniziativa, discutibile, di marketing di una agenzia immobiliare. Ha mandato in tilt tutte le mamme. 

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venerdì 13 agosto 2021

INFORMATICA QUANTISTICA: i cristalli temporali

 

QUESTO È QUANTUM - L'INFORMATICA QUANTISTICA STA ARRIVANDO (GRAZIE A GOOGLE) - IL COLOSSO AMERICANO, INSIEME AI FISICI DI STANFORD E PRINCETON, STA SVILUPPANDO "CRISTALLI TEMPORALI" PER ENERGIZZARE COMPUTER ULTRAPOTENTI - GLI ATOMI VENGONO DISPOSTI IN UNO SCHEMA RIPETUTO NELLO SPAZIO CHE CONSENTE LORO DI CAMBIARE FORMA NEL TEMPO SENZA PERDERE ENERGIA O SURRISCALDARSI. CON DURATA PRATICAMENTE ILLIMITATA...

 dal Washington Post

 

Informatica quantistica Informatica quantistica

I cristalli temporali sembrano oggetti maestosi nei film di fantascienza dove sbloccano passaggi verso universi alternativi. Nell'universo Marvel, le "pietre del tempo" danno a chi le impugna il controllo su passato, presente e futuro.

 Anche se questa rimane una fantasia, gli scienziati hanno creato con successo cristalli temporali su microscala per anni, non per alimentare astronavi intergalattiche, ma per energizzare computer ultrapotenti.

 «I cristalli temporali sono una specie di sosta sulla strada per la costruzione di un computer quantistico», ha affermato Norman Yao, fisico molecolare presso l'Università della California, Berkley.

 

Informatica quantistica 2 Informatica quantistica 2

È un'area di interesse per Google, che, insieme ai fisici delle università di Stanford e Princeton, afferma di aver sviluppato un «approccio scalabile» alla creazione di cristalli temporali utilizzando il computer quantistico Sycamore dell'azienda.

 In un articolo pubblicato il mese scorso sulla piattaforma di condivisione della ricerca Arxiv.org , un team di oltre 100 scienziati descrive come hanno creato una matrice di 20 particelle quantistiche, o qubit, per fungere da cristallo temporale. Durante gli esperimenti, hanno applicato algoritmi che hanno fatto ruotare i qubit verso l'alto e verso il basso, generando una reazione controllabile che potrebbe essere sostenuta «per tempi infinitamente lunghi», secondo il documento.

 

Cristalli temporali Cristalli temporali

I cristalli temporali sono stranezze scientifiche fatte di atomi disposti in uno schema ripetuto nello spazio. Questo design consente loro di cambiare forma nel tempo senza perdere energia o surriscaldarsi. Poiché i cristalli temporali si evolvono continuamente e non sembrano richiedere molto input energetico, possono essere utili per i computer quantistici, che si basano su qubit estremamente fragili e soggetti a decadimento.

 L'informatica quantistica è appesantita da qubit difficili da controllare, che sono soggetti a errori e spesso muoiono. I cristalli temporali potrebbero introdurre un metodo migliore per sostenere l'informatica quantistica, secondo Yao, che ha pubblicato un progetto per creare cristalli temporali nel 2017.

 

Cristalli temporali 2 Cristalli temporali 2

«I cristalli temporali sono un punto di riferimento ponderato, che mostra che il tuo sistema ha il livello di controllo richiesto», ha detto Yao.

 Gli scienziati coinvolti nella ricerca di Google affermano di non poter discutere i loro risultati mentre vengono sottoposti a revisione paritaria. Tuttavia, il lavoro affronta un'area in cui i fisici sperano da tempo in una svolta.

 «La conseguenza è sorprendente: si elude la seconda legge della termodinamica», ha detto a Quanta Magazine Roderich Moessner, coautore del documento Google.

 Il concetto di cristallo temporale è stato proposto per la prima volta nel 2012 dal fisico premio Nobel Frank Wilczek, che si è chiesto se gli atomi potessero essere disposti nel tempo in modo simile a come sono disposti nei cristalli ordinari.

Cristalli quantistici 3 Cristalli quantistici 3

 

In sostanza, si chiedeva se un sistema chiuso potesse ruotare, oscillare o muoversi in modo ripetitivo. Ciò che seguì fu una buona dose di scrutinio da parte della più ampia comunità di fisici, anni di esperimenti universitari con e senza Wilczek e test per vedere se la sua visione era possibile.

 La definizione si è espansa per includere oggetti che si attivano a causa di un'influenza esterna, come una scossa, una mescolanza o un colpo laser. «La definizione è alquanto fluida. Ma se vuoi chiamarlo un nuovo stato della materia, vuoi che sia autonomo e non si muova», ha detto Wilczek.

 

GOOGLE GOOGLE

I primi esperimenti pompavano ioni con i laser in modo che pulsassero artificialmente. È stato utile ma difficile da ridimensionare, ha aggiunto Wilczek. Nel 2017, gli scienziati dell'Università di Harvard e dell'Università del Maryland hanno rivelato di aver creato cristalli temporali su microscala in un laboratorio a temperature gelide. Entrambi hanno superato la revisione paritaria. Più di recente, a luglio, un team della Delft University of Technology nei Paesi Bassi ha pubblicato i risultati sul suo approccio alla costruzione di un cristallo temporale all'interno di un diamante (Questi risultati non sono stati sottoposti a revisione paritaria.)

 

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I cristalli temporali sono un concetto difficile da comprendere, ma gli scienziati dicono che puoi pensarli come una macchina del moto perpetuo, che non risponde alla seconda legge della termodinamica secondo cui un qualsiasi sistema isolato degenera in un altro stato più disordinato. La loro esistenza mina anche la prima legge del moto di Newton, che descrive in dettaglio come un oggetto deve reagire al movimento.

 

I cristalli temporali sono i primi oggetti creati che rompono spontaneamente la "simmetria di traduzione temporale" o l'idea che un oggetto stabile, come solidi, liquidi, gas e plasma, rimarrà lo stesso nel tempo.

 

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Il lavoro di Google ha prodotto un cristallo temporale che ha funzionato per millisecondi, ma la ricerca sembra promettente, ha affermato Wilczek. Il presupposto è che una volta che l'hardware sarà più avanzato, i cristalli temporali risultanti dureranno più a lungo, ha aggiunto.

 

«Niente dura per sempre, nemmeno i diamanti, sono protoni e alla fine decadranno», ha detto Wilczek. «Se puoi creare qualcosa che ha un comportamento da cristallo temporale che dura milioni di cicli o migliaia di cicli, può supportare tecnologie sensibili. Puoi fare molto anche se non è perfetto».