sabato 12 agosto 2023

WEB & CORNA


AVETE VOLUTO LA RETE? E MO’ VE LA TENETE – ASSIA NEUMANN DAYAN (“LA STAMPA”) E LA SPUTTANESCION IN MONDOVISIONE DI MASSIMO SEGRE ALLA COMPAGNA, CRISTINA SEYMANDI: “È L'INIZIO DI UN NUOVO GENERE, IL REVENGE WEDDING. SENZA IL VIDEO PERÒ QUESTE NOTIZIE FANNO SEMPLICEMENTE SORRIDERE. SUI SOCIAL CI SI INTERROGA SE QUELLA DI MASSIMO SEGRE SIA STATA UNA VIOLENZA. UNA PAGLIACCIATA RIMANE UNA PAGLIACCIATA SE LA CONDIVIDI A LIVELLO MONDIALE? NO, SE VIENE CONDIVISA CON MILIONI DI PERSONE DIVENTA UN'ALTRA COSA, DIVENTA GRAN GUIGNOL, LAPIDAZIONE, LETTERA SCARLATTA…”

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La fine della storia tra Massimo Segre e Cristina Seymandi - video lo spiffero

Estratto dell’articolo di Assia Neumann Dayan per “La Stampa”

 

massimo segre cristina seymandi meme massimo segre cristina seymandi meme

[…] Il video […] parla di altro. Non parla di un matrimonio, ma di un contratto mancato, non parla di sentimenti, ma parla di affari. Massimo Segre dice: «Cari amici, non pensiate che mi faccia piacere fare la figura del cornuto davanti a tutti voi, ma Cristina è talmente in gamba nel raccontare le sue verità che non potevo lasciare solo a lei la narrazione del motivo per cui stasera termino la mia convivenza con lei».

 

Non si capisce perché non abbia fatto un gruppo WhatsApp con gli amici suoi per raccontare la sua verità, ma si sia reso necessario umiliare pubblicamente la controparte. Dice poi che si potrà valutare comunque una collaborazione professionale visto che lavorativamente la stima moltissimo, come disse la signora Pina al ragionier Fantozzi.

 

tweet sul caso segre seymandi 6 tweet sul caso segre seymandi 6

Sono anche piuttosto certa che a parti invertite lei sarebbe stata molto applaudita, si sarebbe messa in commercio la Barbie Seymandi, «ben gli sta» avremmo detto al bar, perché oramai viviamo solo di stereotipi. Il monologo di Massimo Segre si regge sul grande classico «non sei tu, sono io» di una ferocia chirurgica, un monologo che è immediatamente diventato inarrivabile manifesto dei passivi-aggressivi di tutto il mondo.

 

L'altro ieri sulla stampa americana è uscita la notizia di una sposa che durante la celebrazione del proprio matrimonio, al posto delle classiche promesse, ha letto i messaggi che il fidanzato si scambiava con un'altra. Un paio di mesi fa uno sposo, durante il pranzo di nozze, tirò fuori le foto della moglie che andava a letto con il di lui testimone: forse è l'inizio di un nuovo genere, il revenge wedding.

 

massimo segre sputtana la compagna cristina seymandi elencando i suoi tradimenti 17 massimo segre sputtana la compagna cristina seymandi elencando i suoi tradimenti 17

Senza il video però queste notizie fanno semplicemente sorridere. Sui social ci si interroga se quella di Massimo Segre sia stata una violenza, e per una volta trovo che non sia un discorso banale. La violenza sta nella diffusione di quel video, non in quella che Cristina Seymandi definisce una «pagliacciata». Una pagliacciata rimane una pagliacciata se la condividi a livello mondiale?

 

No, una pagliacciata se viene condivisa con milioni di persone diventa un'altra cosa, diventa Gran Guignol, lapidazione, lettera scarlatta. Per quanto mi riguarda questa storia, oltre a porre delle domande, mi dà una risposta certa sul presente: dovremmo semplicemente chiudere tutto, i social, YouTube, WhatsApp, tutto, è andata male, abbiamo sbagliato, succede.

massimo segre sputtana la compagna cristina seymandi elencando i suoi tradimenti 3 massimo segre sputtana la compagna cristina seymandi elencando i suoi tradimenti 3

 

[…] Chiudiamo tutto, al massimo torneremo a leggere i giornali scandalistici dal parrucchiere. Durante una festa a Villa d'Este nel 1948, la contessa Pia Bellentani ammazzò l'amante che per tutta la sera l'aveva umiliata pubblicamente. Gli sparò con la pistola del marito nascosta sotto la pelliccia di ermellino; qui invece abbiamo un deejay che mette Bob Sinclar appena finito il monologo e al massimo qualche pelliccetta sintetica, oltre a un finale per fortuna meno tragico. Le storie di umiliazione pubblica esistono da sempre, solo che non le avevamo a disposizione per sempre sul nostro telefono. Mi permetto a questo punto di suggerire a Maria De Filippi di fare un'edizione speciale di «Temptation Island» solo con ricchi commercialisti, secondo me fa il 100 per cento di share. Almeno lì tutti sanno di essere ripresi.

giovedì 16 febbraio 2023

IL DIO ALGORITMO

 

L'ALGORITMO, IL NUOVO DIO PAGANO - UN PRETE UNGHERESE FA SCRIVERE L'OMELIA DA "CHATGPT" E I FEDELI NON SE NE ACCORGONO - PER IL PRETE IL RISULTATO È "SPAVENTOSO E AFFASCINANTE": "NON SO SE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE SOSTITUIRÀ IN FUTURO IL LAVORO DEI PRETI. DOVREMMO RISPONDERE DI NO, MA NON NE SONO CERTO..."



Estratto da www.quotidiano.net

 

Viktor Csanadi Viktor Csanadi

[…] In un piccolo borgo sulla sponda del Danubio, in Ungheria, il parroco si è affidato all'intelligenza artificiale per la predica domenicale. Il risultato è stato "spaventoso e affascinante", ha spiegato il sacerdote commentando le parole scelte dal computer, che ha poi pronunciato nella chiesa millenaria di Domos, nell'ovest del paese, dove non vivono più di 1200 persone.

 

[…] Il sacerdote Viktor Csanadi ha letto solo il testo prodotto dal ChatGPT, l'intelligenza artificiale dell'OpenAI. "Ho sentito molte cose sull'intelligenza artificiale, sul ChatGPT, e ho deciso di provare a fargli scrivere la mia predica", ha detto Csanadi al giornale online Mandiner.

[…]

 

chatbot chatbot

L'essenza del contenuto: chiunque può essere intermediario del messaggio di Dio. "Non so se l'intelligenza artificiale sostituirà in futuro il lavoro dei preti. Dovremmo rispondere di no, ma non ne sono certo", ha detto ancora il parroco. Certo: i fedeli non hanno trovato niente di speciale, e hanno pregato con devozione ascoltando le parole scritte dal ChatGPT alla fine del sermone. Altri hanno manifestato più dubbi.

 

chatbot chatbot

 "Questa predica non differiva tanto da molti altri testi, pronunciati nella routine di molti preti, dove parole e idee pesanti, piene di tesori, suonano vuote, e invece della profondità dell'essenza di Dio, affluisce soltanto un nulla paralizzante", ha detto Katalin Lukacsi, ex deputata cattolica, rappresentante di un mondo che si oppone alla religiosità superficiale. […]

sabato 14 gennaio 2023

023 17:40 UN ROBOT CI SALVERA' LA VITA?

 

UN ROBOT CI SALVERA' LA VITA? - UN TEAM DI RICERCATORI AMERICANI HA CREATO “SYBIL”, UN SOFTWARE CAPACE DI OSSERVARE UN'IMMAGINE E DI CALCOLARE IL RISCHIO DI CANCRO AI POLMONI ENTRO SEI ANNI – L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE POTREBBE ESSERE IL FUTURO DELLA MEDICINA DIAGNOSTICA, MA LA STRADA È ANCORA LUNGA ED È PIÙ PROBABILE CHE VENGA UTILIZZATA INSIEME AGLI ESPERTI UMANI E NON PER SOSTITUIRLI - IL PROBLEMA È CHE È DIFFICILE CAPIRE QUANDO...

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Estratto dell'articolo di Massimo Sideri per il “Corriere della Sera”

sybil software per prevedere il cancro ai polmoni sybil software per prevedere il cancro ai polmoni

 

Secondo Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Iit di Genova, «l'aspetto meno interessante nello sviluppo dell'intelligenza artificiale forse è proprio quello di riproduzione dell'intelligenza umana».  […]

 

La possibilità presentata su l Journal of Clinical Oncology da un gruppo di scienziati del Mass general cancer center, in collaborazione con ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Boston, sembra seguire il solco di ragionamento di Metta. «Sybil - ha dichiarato la coautrice dello studio, Regina Barzilay del Jameel Clinic - è in grado di osservare un'immagine e di prevedere il rischio che un individuo sviluppi un cancro ai polmoni entro sei anni». Lo speriamo. Ma il forse è d'obbligo. Sybil è un software di intelligenza artificiale, un modello di deep learning […]

Malati di tumore al polmone Malati di tumore al polmone

 

[…] Esistono altri campi di sperimentazione dell'intelligenza artificiale nel mondo diagnostico come il Dermatology assist di Google per i tumori alla pelle o l'Ai Mind per il deterioramento cognitivo. […]

 

Malati di tumore al polmone 3 Malati di tumore al polmone 3

Ma è importante sottolineare che la strada è solo all'inizio. Anche perché l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel campo della salute non ha la fedina penale intonsa. Qualche anno fa l'utilizzo di algoritmi di Ai per selezionare quali cittadini inglesi dovessero fare ulteriori controlli si concluse con degli errori che portarono alla morte di alcuni pazienti. […]

 

tumore polmone tumore polmone

 […] Tutti i modelli di machine learning funzionano con dei dati (input) che vengono forniti all'algoritmo che offre come risposta gli output. Come ci è arrivato? Nemmeno chi ha sviluppato i codici e gli algoritmi saprebbe rispondere alla domanda […] Ma il paradosso è che non si sa il perché nemmeno se sta dicendo la cosa giusta. […].

venerdì 13 gennaio 2023

COSA ACCADRA' ALL'UMANITA' SE SI DOVESSE CREARE LA “COSCIENZA ROBOTICA”?

 

COSA ACCADRA' ALL'UMANITA' SE SI DOVESSE CREARE LA “COSCIENZA ROBOTICA”? HOD LIPSON, INGEGNERE MECCANICO DELLA COLUMBIA UNIVERSITY, STA PROGETTANDO UN ROBOT CAPACE DI ADATTARSI A CIÒ CHE LO CIRCONDA RIUSCENDO A IMMAGINARE UN FUTURO: “SE RIUSCIREMO A CREARE UNA MACCHINA CHE AVRÀ UNA COSCIENZA PARI A QUELLA UMANA, QUESTO ECLISSERÀ TUTTO CIÒ CHE ABBIAMO FATTO FINO AD ORA. LA MACCHINA STESSA POTRÀ CURARE IL CANCRO..."

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hod lipson hod lipson

 

Gli scienziati che lavorano sull'intelligenza artificiale hanno annunciato il prossimo passo avanti: raggiungere la "coscienza robotica".

 

Se da un lato l'argomento per molti è entusiasmante e potrebbe essere la scoperta più significativa fatta dall'uomo, dall'altro, alcuni ricercatori sono cauti riguardo a ciò che potrebbe significare per l'umanità.

 

In un'intervista al "The New York Times", Hod Lipson, ingegnere meccanico della Columbia University, ha parlato della coscienza robotica, del suo significato e del perché sia un argomento così controverso.

 

hod lipson coscienza robotica1 hod lipson coscienza robotica1

«Questo argomento era un tabù" - ha detto - Ci era quasi proibito parlarne, così all'inizio ho dovuto camuffarlo, come se fosse qualcos'altro».

 

All'inizio della sua carriera, Lipson stava lavorando su macchine in grado di imparare ad adattarsi ai cambiamenti, cosa che gli animali e gli esseri umani sanno fare molto bene.

 

Dal momento che i robot stanno diventando sempre più importanti, dal posto che occupano nelle nostre case a quello che occupano negli interventi chirurgici, Lipson era interessato a progettare i migliori compagni possibili.

 

«Stiamo letteralmente per consegnare la nostra vita nelle mani di un robot - ha detto - Vogliamo che queste macchine siano resistenti».

 

hod lipson coscienza robotica hod lipson coscienza robotica

 

Sebbene ora sia in grado di parlare di coscienza nei robot senza dover affrontare tanti ostacoli, l'argomento rimane complesso e spinoso.

«Se riusciremo a creare una macchina che avrà una coscienza pari a quella umana, questo eclisserà tutto ciò che abbiamo fatto fino ad ora. La macchina stessa potrà curare il cancro».

 

hod lipson creazione hod lipson creazione

 

 

Sebbene la coscienza rappresenti il prossimo grande passo, si tratta di una questione difficile, in quanto molti non hanno un modo concreto per definire e misurare un'idea così complessa ed elevata.

La definizione di coscienza data da Lipson è la capacità di "immaginare se stessi nel futuro".

 

intelligenza robotica intelligenza robotica

 

Le sue macchine sono progettate con l'obiettivo di evolversi e imparare, non solo reagendo al mondo circostante, ma immaginando come migliorare le proprie prestazioni in futuro.

 

 

robot intelligenza emotiva robot intelligenza emotiva

 

«Alla fine queste macchine saranno in grado di capire cosa sono e cosa pensano, questo porterà alle emozioni e ad altre cose» dichiara.

 

La più recente macchina autocosciente di Lipson è un braccio a due articolazioni fissato a un tavolo. I ricercatori hanno circondato il robot con telecamere e lo hanno osservato mentre si muoveva e imparava a guardarsi.

robot robot

 

Nel corso di un paio d'ore, grazie a un algoritmo, il robot è stato in grado di riconoscersi dall'ambiente circostante.

Anche se si può discutere se la coscienza sia stata raggiunta o meno, di sicuro si può dire che i piani siano stati messi in moto.

coscienza robotica coscienza robotica

AVVOCATO ROBOT

 

LA PAROLA AL ROBOT – A FEBBRAIO PER LA PRIMA VOLTA NEGLI STATI UNITI SI PRESENTERÀ IN TRIBUNALE UN ROBOT-AVVOCATO. DIFENDERÀ UN IMPUTATO A PROCESSO PER ECCESSO DI VELOCITÀ – IL SOFTWARE ASCOLTERÀ ATTRAVERSO UNO SMARTPHONE LA FORMULAZIONE DELL'ACCUSA, LA VALUTERÀ E, VIA AURICOLARI, CONSIGLIERÀ AL SUO CLIENTE COME DIFENDERSI – L’INFORMATICO JOSHUA BROWDER, CREATORE DEL SOFTWARE: “GLI STUDI LEGALI SONO TROPPO SONO CARI, IN MOLTI NON POSSONO PERMETTERSELI. VOGLIO COMBATTERE LE CORPORAZIONI”

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Estratto dell’articolo di Vittorio Sabadin per “Il Messaggero”

 

donotpay startup robot avvocato donotpay startup robot avvocato

I robot sanno già fare un sacco di cose e sostituiscono gli esseri umani in molte attività, ma nessuno pensava che un'intelligenza artificiale potesse accompagnarci in tribunale per difenderci da un'accusa. Lo farà invece per la prima volta in febbraio negli Stati Uniti, un paese nel quale gli avvocati non mancano di certo: ce ne sono quattro ogni mille abitanti (come in Italia, patria del diritto e del cavillo) […].

 

Si dice che le parcelle degli studi legali americani movimentino due miliardi di dollari ogni anno e sempre meno persone possono permettersi di pagare onorari da centinaia o migliaia di dollari l'ora.

 

joshua browder creatore di donopay joshua browder creatore di donopay

Joshua Browder, un esperto di informatica laureato alla Stanford University, ha così fondato una start up che ha chiamato DoNoPay, (non pagare) per aiutare le persone che vengono portate davanti al giudice per reati minori a difendersi da sole utilizzando il proprio telefonino.

 

Il primo test del robot-avvocato si terrà fra qualche settimana in una località di cui non è stato rivelato il nome, così come l'imputato resta anonimo. Si sa solo che è accusato di eccesso di velocità, una violazione che negli Stati Uniti è punita nella maggior parte dei casi con una multa molto salata: in Oregon quasi 2000 dollari.

 

joshua browder creatore di donopay 3 joshua browder creatore di donopay 3

Browder ha sviluppato un software che ascolterà dallo smartphone dell'imputato la formulazione dell'accusa, la valuterà sulla base delle leggi dello stato, dei precedenti e delle sentenze emesse in passato per casi simili, e consiglierà per mezzo di un auricolare al suo cliente come difendersi. […]

 

Un robot potrà memorizzare tutte le leggi e le sentenze e consultarle in una frazione di secondo, suggerendo la linea difensiva migliore anche in casi più complessi di questo.

«La mia innovazione ha detto Browder a New Scientist riguarda il linguaggio legale, cioè quello che gli avvocati fanno pagare migliaia di dollari l'ora. Ci sarà ancora bisogno di bravi avvocati per discutere magari davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, ma molti studi legali stanno solo chiedendo troppi soldi per copiare e incollare documenti. Penso che gli avvocati che fanno questo saranno sicuramente sostituiti dall'intelligenza artificiale».

 

robot giustizia robot giustizia

In un video promozionale lo scienziato ha spiegato di avere concepito l'idea quando ha cominciato ad accumulare multe per il parcheggio che non poteva permettersi di pagare.  […]

 

L'obiettivo di Browder è quello di «combattere le corporazioni, sconfiggere la burocrazia e citare in giudizio chiunque con la semplice pressione di un pulsante» e di mettere l'intelligenza artificiale a disposizione di chiunque. […]

 

 C'è già un precedente, visto che un chatbot (un software che elabora e simula le conversazioni umane per iscritto o a voce) di DoNoPay ha avviato con successo un negoziato con il provider internet Comcast sostenendo che i servizi offerti non erano adeguati al canone richiesto. Il robot ha minacciato di intraprendere un'azione legale e Comcast ha così accettato uno sconto di 10 dollari al mese sul canone.

 

contravvenzioniparcheggi in oregon contravvenzioniparcheggi in oregon

domenica 25 dicembre 2022

VIDEOCAMERE BUGIARDE

 

LA REALTÀ SI PUO’ MODIFICARE A PIACIMENTO - LA START UP ISRAELIANA “TOKA” FORNISCE AI GOVERNI OCCIDENTALI UN SOFTWARE IN GRADO DI ACCEDERE A TUTTE LE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA, DI ALTERARNE LA REALTÀ RIPRESA IN TEMPO REALE E PERSINO QUELLA DEL «PASSATO» PESCANDO LE IMMAGINI ARCHIVIATE NELLA MEMORIA DIGITALE E MODIFICANDOLE COME DESIDERATO. IL TUTTO SENZA LASCIARE, POTENZIALMENTE, ALCUNA TRACCIA DIGITALE - IL GIORNALE ISRAELIANO “HAARETZ” HA SCOPERTO LE POTENZIALITÀ DELLA TECNOLOGIA DELLA START UP FONDATA DALL’EX PREMIER EHUD BARAK, CHE HA FATTO AFFARI ANCHE IN ITALIA (CON CHI?) – COSA SI PUO' FARE? MANIPOLARE UN VIDEO PER INCRIMINARE CITTADINI INNOCENTI, PER DIFENDERE QUALCUNO TRA GLI 007 DALLE ACCUSE O PER MOTIVI POLITICI…




Da www.corriere.it

 

RIPRESE DELLE TELECAMERE DI SICUREZZA RIPRESE DELLE TELECAMERE DI SICUREZZA

La start up israeliana «Toka» fornisce ai governi occidentali un software in grado di accedere a tutte le telecamere di sorveglianza, di alterarne la realtà ripresa in tempo reale e persino quella del «passato» pescando le immagini archiviate nella memoria digitale e modificandole come desiderato. Il tutto senza lasciare, potenzialmente, alcuna traccia digitale. È il quotidiano Haaretz a svelare in una lunga inchiesta come funziona questo software — che sarebbe il primo al mondo — creato dalla società fondata dall’ex premier israeliano Ehud Barak e l’ex capo della divisione cibernetica dell’esercito del Paese ebraico Yaron Rosen.

 

telecamere videosorveglianza telecamere videosorveglianza

Le funzionalità

Secondo il giornale israeliano la tecnologia fornita da «Toka» consente ai clienti di penetrare il sistema di videosorveglianza — di un edificio governativo, di un hotel, di una casa — e anche le webcam semplicemente selezionando l’area geografica che interessa. Una volta dentro è possibile osservare in diretta cosa succede davanti a queste videocamere, ma anche intervenire per mostrare quello che si vuole a chi quegli obiettivi li usa ufficialmente. Non solo. Stando ai documenti consultati da Haaretz chi usa questo software può anche accedere all’archivio video, individuare alcuni specifici momenti e cambiarli — sia il video che l’audio — per «nascondere attività di intelligence» durante le «operazioni».

 

I clienti

telecamere di sicurezza telecamere di sicurezza

Il programma della start up israeliana può anche tracciare in tempo reale gli spostamenti di una macchina senza che nessuno se ne accorga. Sul suo sito ufficiale «Toka» spiega che i servizi vengono offerti soltanto alle forze armate, alle organizzazioni per la sicurezza nazionale, all’intelligence e alle forze dell’ordine «degli Stati Uniti e dei suoi più stretti alleati». Per il giornale israeliano i clienti sono — o sono stati — Israele, Usa, Germania, Australia, Singapore. Ma sulla mappa fornita dal pagina web della start up compare anche l’Italia, senza però fornire dettagli ulteriori. Nell’elenco ci sono anche Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Grecia, Canada.

EHUD BARAK EHUD BARAK

 

Le criticità

Qualche giurista interpellato da Haaretz lancia l’allarme sul rischio che un video venga manipolato per incriminare cittadini innocenti, per difendere qualcuno tra gli 007 dalle accuse o per motivi politici. Sempre sul suo sito «Toka» spiega che la start up «esamina regolarmente l’elenco selezionato di Paesi, utilizzando valutazioni esterne su una serie di questioni tra cui le libertà civili, lo stato di diritto e la corruzione». «Rispettiamo e siamo regolamentati dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e dall’Agenzia israeliana per il controllo delle esportazioni della difesa», prosegue la società.

 

Il caso «Pegasus»

PEGASUS PEGASUS

Israele — in particolare l’area a nord di Tel Aviv centro di una start up valley della sicurezza — si sta rivelando sempre più il Paese che realizza la tecnologia più avanzata per gli 007 di tutto il mondo. I servizi segreti di diversi Stati cercano ancora di fermare l’impatto di «Pegasus», lo spyware che aggira le difese degli smartphone rubando foto, video, spostamenti, telefonate, password, registri di chiamata, post pubblicati sui social. Il programma può anche attivare telecamera e microfono dello smartphone. Ma allo stesso tempo si tenta di capire l’impatto di un altro software-spia, sempre «made in Israel» e chiamato «Predator».

martedì 8 novembre 2022

LO SMARTPHONE SOPPRIME LA RIVOLUZIONE

“LO SMARTPHONE SOPPRIME OGNI RIVOLUZIONE” – IL FILOSOFO-STAR BYUNG-CHUL HAN SI SCAGLIA CONTRO IL DIGITALE E L'INVADENZA DELLA TECNOLOGIA, IL NARCISISMO COLLETTIVO E IL CONSUMISMO SERIALE: “LO SMARTPHONE NON È SOLO UN EFFICACE STRUMENTO DI SORVEGLIANZA, MA ANCHE UN CONFESSIONALE MOBILE. LA CONFESSIONE ERA UNA TECNICA DI DOMINIO MOLTO EFFICACE. NOI CONTINUIAMO A CONFESSARCI, MA DIGITALMENTE” – “VIVIAMO IN UNA SOCIETÀ DELLA SOPRAVVIVENZA. BRANCOLIAMO DA UNA CRISI ALL'ALTRA. LA VITA SI RIDUCE A MERA RISOLUZIONE DI PROBLEMI”

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Byung-Chul Han Byung-Chul Han

Nell'abito dell'apocalittico ci sta comodo. Il filosofo Byung-Chul Han ha indossato i panni della Cassandra e, con piglio nichilistico e rigore tutto teutonico (è di origine coreana ma tedesco d'adozione), ha avviato una radicale critica della nostra epoca. Il digitale e l'invadenza della tecnologia; il narcisismo collettivo; l'erosione della comunità e la perdita dei riti; lo sfrenato capitalismo neoliberista che ci ha trasformati in un drappello di consumatori seriali e indiscriminati; e così via - questi alcuni degli aspetti sui quali il filosofo ha poggiato il suo sguardo, ineludibile.

 

Per scrivere queste sue severe analisi l'autore non invoca mai nessuna musa: glaciali, le sue pagine hanno una grana sempre troppo fine - aspetto che gli ha portato qualche critica e molto, molto successo. I suoi libri sono letti, discussi, commentati. Ora arriva in libreria una raccolta dal titolo Perché oggi non è possibile una rivoluzione. Saggi brevi e interviste - come sempre ottimamente tradotta da Simone Aglan-Buttazzi per le edizioni nottetempo. Ed è l'occasione per fargli qualche domanda.

 

Byung-Chul Han Perché oggi non è possibile una rivoluzione Byung-Chul Han Perché oggi non è possibile una rivoluzione

Secondo lei uno dei motivi dell'impossibilità, oggi, di una rivoluzione, è la trasformazione del potere: prima era disciplinare, ora fa sì che tutti noi ci sottomettiamo volontariamente.

"Kafka scrive in un aforisma: 'L'animale strappa di mano la frusta al padrone e si frusta da sé per diventare padrone'. Frustandosi, l'animale crede di essere libero. Noi ci sfruttiamo volontariamente - e appassionatamente - nell'illusione di realizzarci. Quindi la coazione distruttiva non viene esercitata tramite l'Altro, bensì tramite me stesso. Scaturisce dalla mia interiorità. Io non vengo sfruttato dal mio padrone, mi sfrutto da solo. Sono al contempo servo e padrone".

 

E questo avviene perché, come scrive, il sistema di dominio neoliberista si è trasformato da repressivo a seduttivo?

"Il neoliberismo è un capitalismo del mi piace. Esso si distingue in maniera sostanziale dal capitalismo dell'Ottocento che lavorava per mezzo di costrizioni disciplinari e divieti. Il potere del regime neoliberista si muove in chiave smart. Questo potere smart si stringe a noi, cerca di strapparci dei mi piace invece di subordinarci a costrizioni e divieti. Non ci impone nemmeno il silenzio.

 

Byung-Chul Han Byung-Chul Han

Al contrario, ci stimola continuamente affinché raccontiamo la nostra vita, affinché comunichiamo opinioni, bisogni, desideri e preferenze. Questa assoluta verbalizzazione della vita conduce a un'influenza totale sul nostro comportamento. Nel regime neoliberista il dominio non si espleta mediante l'oppressione, bensì attraverso la comunicazione. Veniamo storditi dall'ebbrezza comunicativa".

 

Siamo sottomessi dall'uso che facciamo dei nostri telefonini?

"Ciascun dominio crea dei devozionali impiegati per opprimere. Essi consolidano il dominio mediante l'habitus. Chi è devoto è sottomesso. Lo smartphone è un devozionale digitale, il devozionale per eccellenza dell'ambito digitale. Soggetto significa in origine "essere sottomesso". Lo smartphone funge da dispositivo soggettivizzante. Il like è un amen digitale. Mentre noi clicchiamo sui like, ci sottomettiamo al contesto di dominio. Lo smartphone non è solo un efficace strumento di sorveglianza, ma anche un confessionale mobile. La confessione era una tecnica di dominio molto efficace. Noi continuiamo a confessarci, ma digitalmente. Ci denudiamo di nostra sponte. Nel farlo non chiediamo perdono, bensì attenzione. Lo smartphone sopprime qualsiasi rivoluzione".

 

SMARTPHONE E STRESS SMARTPHONE E STRESS

Quindi come ne veniamo fuori?

"Nel suo libro Il capitalismo della sorveglianza (in italiano per Luiss University Press, ndr), Shoshana Zuboff evoca la resistenza collettiva rimandando alla caduta del muro di Berlino: "Il muro di Berlino è caduto per molti motivi, ma soprattutto perché i cittadini di Berlino Est avevano detto 'Adesso basta!'. [...] Basta! Questa dev'essere la nostra dichiarazione". Il sistema comunista che opprime la libertà si differenzia in maniera sostanziale dal capitalismo neoliberista della sorveglianza che sfrutta la libertà. Siamo troppo presi dalla droga digitale e dall'ebbrezza comunicativa affinché possa levarsi un 'Basta!', una voce resistente".

 

Il problema è che una voce non basta, ci vorrebbe una comunità che si solleva...

"Il regime neoliberista è un regime della paura. Esso isola le persone rendendole imprenditrici di se stesse. La concorrenza totale e l'assolutizzazione della performance erodono la comunità. L'isolamento crescente, la mancanza di solidarietà e la narcisizzazione dell'essere umano rafforzano la paura. Anche il rapporto con noi stessi viene sempre più caratterizzato dalle paure: paura di fallire, paura di non essere all'altezza delle proprie ambizioni, paura di non tenere il passo, paura di venire lasciati indietro o paura di prendere una decisione sbagliata".

 

Byung-Chul Han Byung-Chul Han

Insomma, va proprio tutto male...

"Oggi viviamo in una società della sopravvivenza. Brancoliamo da una crisi all'altra, da un problema all'altro. La vita si riduce a una mera risoluzione di problemi. Dinanzi a eventi apocalittici come la pandemia, la guerra e le catastrofi climatiche guardiamo impauriti il futuro buio che ci attende. L'ascesa delle forze populiste di destra in Europa ha proprio a che vedere con la paura crescente".

 

Non resta che il fallimento come specie umana?

"L'antidoto alla paura è la speranza. È la speranza a unirci, a far emergere comunità e solidarietà. È il nucleo primario della rivoluzione. È lo slancio, il balzo in avanti. Ci apre gli occhi dinanzi a una vita diversa e migliore. La paura vive delle cose passate, del risentimento. La speranza apre al futuro. Solo lo spirito della speranza può salvarci".

 

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Ma cosa intende per speranza? Intende collettiva, politica? A questi ultimi interrogativi però Byung-Chul Han non risponde, sorvola, come se al nostro filosofo interessino soltanto rovine e macerie... che si sia comodamente seduto al Grand Hotel Abisso - così Lukács criticava Adorno e i suoi sodali della Scuola di Francoforte - dal quale assiste, sprezzante, alla fine del nostro mondo? Detta en passant, bisogna ricordare che sarebbe anche la nostra fine, il fallimento di tutti. Filosofi compresi.

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