Ologrammi in
banca e computer di bordo sull’auto
Frigorifero, «compera la verdura ogni venerdì!». Preparatevi davvero al
superamento della plastica, intesa come carte di credito e bancomat. Con il 5G
e l’Internet delle cose avremo non solo i famosi frigoriferi che ordinano (e
pagano) il cibo da soli con l’ecommerce, ma anche giocattoli che comperano
online le batterie quando si stanno per esaurire, automobili che saldano il
pieno dal computer di bordo e, nelle banche, ologrammi invece degli impiegati
che consigliano prodotti finanziari ai clienti.
Servirà ancora qualche anno, cinque secondo alcuni operatori, perché il
5G ci cambi la vita, ma è a questo che stanno lavorando tutti gli attori
telefonici e finanziari: dalle società dei pagamenti come Nexi ai
gestori come Vodafone e Tim, ai fornitori di apparati di rete come
Huawei.
Sono rimasto di stucco stamane, quando ho letto questo articolo sul
giornale che di fatto anticipa il finale del libro che sto pensando e che sono
certo di non scrivere. O forse lo scrivo ma non lo pubblico. Lo faccio
perché sono un incorreggibile snob ed io che mi sono ritirato dalla vita
terrena e sull'ermo di un colle, isolato e ispirato, ho iniziato a scrivere il
mio primo libro, io che mandavo manoscritti agli editori che non accettavano
proposte via mail e che quindi dovevi stampare una copia del testo, portarlo
alla copisteria, farlo rilegare, confezionarne una dozzina di pacchetti e
andare a fare la fila alla posta per poi aspettare la lettera dell'editore che
puntualmente arrivava (una volta gli editori rispondevano all'invio dei
manoscritti). Con le lettere di rifiuto avrei potuto fare molto più di Proust
che foderò le pareti del suo studio. Io avrei potuto rilegarle e mandare il
manoscritto agli editori. Titolo del volume: LETTERE DI RIFIUTO DEI MIEI
EDITORI POTENZIALI. Poi avrei aspettato le lettere di rifiuto e le avrei
rilegate spedendole agli editori. Titolo dell'opera: LETTERE DI RIFIUTO DEL
LIBRO LETTERE DI RIFIUTO DEI MIEI EDITORI POTENZIALI e con le seguenti lettere
di rifiuto avrei rilegato e messo in opera un altro libro che avrei spedito
agli editori e che con le lettere di rifiuto avrei potuto farne un libro che
avrei intitolato LETTERE DI RIFIUTO DELLE LETTERE DI RIFIUTO RILEGATE CON LE
LETTERE DI RIFIUTO DEI MIEI EDITORI...
Avrei saputo innescare il moto perpetuo dei manoscritti inviati, purtroppo
arrivò Internet, gli editori cominciarono ad accettare i manoscritti via mail e
il gioco finì. Peccato, avevo lettere di rifiuto da Museo delle lettere di
rifiuto. Un editore mi scrisse una lettera di rifiuto stampata con inchiostro
azzurro, usando tre caratteri diversi (nella tecnica della tipografia, una
pratica proibitissima) e questa lettera stampata iniziava con: "Caro
Autore, questa non é una lettera stampata..." e tu rimanevi lì a
guardartela come si guarda la pipa di Magritte: "Questa non é una
pipa..."
Le più belle arrivavano da Sellerio, dove a margine la Signora Elvira in
persona, con la sua penna stilografica, completava il testo con poche parole di
incoraggiamento. Sublime...
Ma sto divagando. Volevo solo dire che dopo tutti questi anni, dopo
tutti questi libri, tutti questi invii senza successo ho deciso di smettere con
i tentativi. Non perché mi sia reso conto del mio poco valore, tutt’altro. Mi
sono reso conto invece che oggi scrivono tutti, cani e porci e quindi ho deciso
di lasciare i miei manoscritti racchiusi in una chiavetta USB che verrà ritrovata
(forse) dagli archeologi che sicuramente l’apprezzeranno (tutti i ritrovamenti
che abbiano più di cinquecento anni vengono apprezzati dagli archeologi. Basta
aspettare).
Ma torniamo all’articolo di oggi. Nella storia che raccontavo, c’erano
alcune macchine in un mondo lontano, che rendendosi conto che il loro sistema
stellare stava per essere inghiottito in un enorme buco nero, fatti i dovuti calcoli,
decidevano di inviare la loro conoscenza attraverso l’Universo per farla
approdare in una zona dove ci fosse lo spazio e il tempo per rifondare il loro
mondo e sempre dai calcoli di dette macchine, per avere la certezza del buon
esito dell’impresa, inviavano nello spazio materia organica unicellulare ( o
materia inorganica disposta all’abiogenesi) che potesse viaggiare ibernata. Ce
ne voleva tanta. Pensare che un fungo porcino spande milioni di spore al
giorno, usarono lo stesso principio universale e per anni soffiarono fuori dal
loro sistema solare cellule organiche che si sarebbero scongelate e riprodotte
su un pianeta con alcune coordinate standard, tipo acqua scongelata,
temperatura ambiente, atmosfera e pochi altri dettagli come la fotosin-tesi.
Il sistema politico di quel lontano e remoto pianeta delle macchine era
costituito da una cerebrocrazia diffusa con la connessione di tutte le macchine
esistenti sul pianeta costituendo in questo modo la massa pensante più estesa
di tutto l’Universo ed era questo il target, l’obiettivo che le macchine si
erano poste spargendo spore unicellulari per tutto lo Spazio con un programma a
frattale con un microscopico DNA in grado di potenziarsi da solo. Le macchine
calcolarono miliardi di combinazioni, di opportunità, di possibilità che
avessero permesso alle spore unicellulari di stabilirsi e popolare l’ambiente
ma qui mi soffermo solo per analizzare ciò che accadde nel sistema solare dove
le spore sospinte da un vento magnetico entrarono nell’orbita terrestre
attecchendo alle stromatoliti (dal greco στρώμα, strōma, tappeto, coperta e λὶθος, lìthos, pietra) che sono strutture
sedimentarie appartenenti al gruppo dei calcari non particellari biocostruiti dovute
all'attività di microrganismi bentonici fotosintetici, specialmente cianobatteri
chiamati volgarmente litostromi.
(continua)
QUESTO NON E' UN OSSIMORO
.Già, ieri dicevo che non avrei scritto un
altro libro e invece mi ritrovo a scriverne uno. MA QUESTO NON E’ UN LIBRO! Sembra
una frase di Magritte scritta sotto la sua famosa pipa, invece è proprio così.
Questo non è un libro o per lo meno non lo è nel senso classico del termine,
essendo in questi ultimi anni cambiati tutti i parametri di un libro, di come
era fatto, di chi lo scrivesse e di chi sono stati per secoli i suoi fruitori.
Infatti, nel momento in cui lo sto scrivendo – non su carta, non usando
l'inchiostro e nemmeno la penna, tanto per sottolineare le differenze – non
posso escludere che per uno strano rigurgito culturale, queste note finiscano
stampate su di un supporto di carta, rilegate e distribuite. Dove? Non certo in
libreria, o meglio le probabilità che finiscano in libreria sono molto ridotte,
perché quello è il luogo dove è incartapecorita la stampa degli ultimi secoli
con i suoi autori classici messi negli scaffali per avvicinarci ai quali
dobbiamo zigzagare attraverso tavoli ed esposizioni dove si riversano trenta
nuovi titoli al giorno, diecimila all'anno che con le loro copertine colorate
vivono lo spazio di qualche settimana.
Infatti,
escluso un centinaio di autori che possiamo ritenere intellettuali che si
nutrono e sfornano letteratura, quindi vivono, esistono, si alimentano con il
libro, altri autori con il libro hanno un rapporto occasionale, come la fermata
obbligatoria in una stazione per il rifornimento in vista di un viaggio che
porterà altrove. Autori come giornalisti, che una volta scrivevano le loro
inchieste sui giornali che li sti-pendiavano, ora scrivono libri che li
porteranno in televisione a parlare dei temi scottanti delle loro inchieste.
Comici che si sono affacciati alla televisione e che grazie alla coazione a
ripetere sono rimasti impressi nella memoria effimera del pubblico,
approfittano del momento di po-polarità per scrivere un libro a cui
allegheranno un CD con il loro ultimo spettacolo, sperando di generare la
richiesta di altri spettacoli. Attrici scrivono libri di ricette e cantanti
memorie sui loro inizi che diventeranno sceneggiature di film giovanilistici.
Oggi poi, con l’avvento dei talk show che imperversano dall’alba a notte
inoltrata su tutte le televisioni nazionali, si è instaurato un nuovo fenomeno
che sono i tuttologi, quelli che possono sfornare un’opinione su tutto lo
scibile umano e oltre, che partecipano alle tavole rotonde (c’è sempre un
tavolo in queste nuove trasmissioni) a patto che si parli del loro ultimo
libro, di cui si mostra impunemente la copertina, testimone del mercimonio avvenuto
tra l’occupazione del palinsesto e la promozione smascherata da ogni
sotterfugio.
Insomma,
se fino al 1700 i libri erano scritti prevalente-mente da coloro che li
leggevano, se col romanticismo l'idea della fama e dell'immortalità risiedeva
tutta nell'aver scritto un libro importante, oggi il libro è una tappa di un
percorso che porta dalla notorietà (per pubblicare un libro devi già essere
conosciuto) alla celebrità. La fama eventualmente verrà attraverso altri mezzi.
Questo
che sto scrivendo quindi, non è un libro ma un espediente da me escogitato per
far il punto sul McLuhan cinquant'anni dopo e sulla sua teoria delle macchine e
degli uomini.
Ma
stavamo parlando degli stromatoliti e delle origini della vita sulla Terra. Però
ho esaurito il tempo e lo spazio che vi posso dedicare oggi. Quindi ne parlerò
domani
(continua)
L'ARTICOLO APPARSO SUL CORRIERE DI OGGI:
https://www.corriere.it/economia/finanza/cards/5g-rivoluzione-pagamenti-digitali-macchina-fara-pieno-sola/ologrammi-banca-computer-bordo-sull-auto.shtml
3/12/2020
I loro idoli sono d’oro e d’argento, opera di mani umane
Hanno bocche ma non parlano, orecchie ma non ascoltano,
Hanno occhi ma non
vedono, hanno nasi ma non odorano
Hanno mani ma non
toccano, hanno piedi ma non camminano,
E neppure parlano con
la loro voce.
Coloro che li
fabbricano saranno simili a loro,
Così come coloro che
in essi confidano.
(Salmo 115)
La contemplazione
di idoli, cioè l’uso della tecnologia, conforma gli uomini ad essi.
“Ed essi diventarono quello che avevano contemplato” scrive
il poeta Blake nel suo poema Jerusalem dove prosegue: “Se cambiano gli organi
di percezione, sembrano variare anche gli oggetti della percezione. Se gli
organi della percezione si chiudono, anche gli oggetti si chiudono” vuol
significare che per ricevere, percepire o utilizzare qualsiasi estensione di
noi stessi nella forma tecnologica che abbiamo applicato, è necessario fruirne.
Ascoltare la radio, leggere il giornale, guardare la televisione significa
accogliere nel nostro sistema nervoso la percezione delle nostre stesse
estensioni provocando quello “spostamento”, quella “chiusura” che
automaticamente ne consegue. Il flusso continuo della ricezione di tutte le
nostre tecnologie nell’uso quotidiano ci fa adagiare anche inconsciamente nella
posizione subliminale di coloro che sebbene narcotizzati, trovano meccanismi
automatici di difesa per sopravvivere, uno dei quali è quello di porsi come
servomeccanismi di dette tecnologie. In pratica, per poterne usufruire, occorre
mettersi al servizio delle macchine.
Il pellerossa era il servomeccanismo della sua canoa così
come il ferroviere lo è del treno. Si instaura un rapporto per il quale l’uomo
è perpetuamente modificato dalla macchina e a sua volta trova sempre nuovi
metodi per modificarla. Si potrebbe dire che l’uomo diventa l’organo sessuale
della macchina, così come lo è l’ape per il mondo vegetale, che permette il
processo fecondativo e l’evoluzione in nuove forme.
(Una delle scoperte più clamorose della ricerca
motivazionale degli anni sessanta fu il rivelare il rapporto sessuale esistente
tra l’uomo moderno e la sua automobile.)
Le microantenne e lo scudo anti-pirateria
La grande novità del 5G, il sistema di comunicazione cellulare ultraveloce (fino a 10 gigabit al secondo) che funziona con microantenne collegate alla rete in fibra ottica,
è che consentirà il transito di molti più dati contemporaneamente,
oltre che su più dispositivi. Questo significa più sicurezza, dicono gli
addetti ai lavori, perché sarà meno facile per i pirati informatici
decrittare le informazioni, protette da più chiavi. E anche più
flessibilità nell’offerta di servizi, a partire dai pagamenti digitali
che con il 5G sono legati all’Internet delle cose, cioè agli oggetti che
si parlano tra loro.
«Il 5G è il superamento della plastica e noi ci stiamo preparando a
questo cambiamento, ribaltando il paradigma», annunciano gli operatori
dei pagamenti digitali. Che cosa vuol dire? «In diverse banche, ora,
prima si manda al nuovo cliente la carta digitale e poi quella fisica.
Fino a ieri era il contrario», dice Roberto Catanzaro, business
development director di Nexi. All’ultimo Salone dei pagamenti Nexi ha
presentato Vivogreen, il negozio dei pagamenti invisibili: si entra, si
prendono i prodotti dallo scaffale, si esce con i sacchetti senza
toccare il portafogli né lo smartphone. La realtà aumentata col 5G
consentirà di avere anche informazioni sui prodotti inquadrandoli con il
cellulare.
Vodafone, che con il 5G ha fatto diventare un ologramma in 3D Piero Angela (al Tempo delle Donne, la manifestazione organizzata dal Corriere della Sera),
in Italia ha lanciato per prima il 5G nel giugno 2019, in cinque città,
con l’obiettivo di portarlo in 100 città italiane entro il 2021.
Tra gli ultimi progetti 5G attuati da Vodafone c’è per esempio il
consulto da remoto sulla radiologia, con la condivisione di immagini e
pareri tra la clinica San Pio X a Milano e l’Humanitas a Rozzano (Mi):
un lavoro di squadra a distanza che ha ridotto gli spostamenti di medici
e pazienti nel lockdown, dicono.
L’impiegato virtuale nelle banche e la nuova finanza
Nelle banche l’impatto del 5G sarà sull’interazione con i clienti e
un esempio concreto c’è già, in Cina. La Shanghai Pudong Development
Bank ha messo al lavoro con la tecnologia di Huawei la prima impiegata
virtuale, Xiaopu. «Può offrire valutazione del rischio e consulenza
finanziaria su smartphone, smartwatch, automobili — dice la banca —. Il
5G guiderà la nuova normalità della finanza».
DEMIS HASSABIS
HA FONDATO “DEEPMIND”, LA SOCIETÀ DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE COMPRATA
POI DA GOOGLE, CHE ORA POTREBBE ESSERE VICINISSIMA A UNA SCOPERTA
FONDAMENTALE IN EPOCA COVID: DETERMINARE LA STRUTTURA 3D DELLE PROTEINE
Valentina Arcovio per “Il Messaggero”
IL RIPIEGAMENTO
Grazie
al sistema chiamato AlphaFold, DeepMind è già riuscita a risolvere il
cosiddetto ripiegamento delle proteine, prevedendo con estrema
precisione le strutture proteiche.
Questo
complicatissimo traguardo ci consentirebbe di studiare gli esseri
viventi in modi completamente diversi da come facciamo oggi. A sua
volta, ci aiuterebbe a capire gli elementi costitutivi delle cellule e
quindi delle malattie, portandoci a creare farmaci e terapie
avanzatissime in tempi record.
Come
precisamente funzioni AlphaFold non è ancora di dominio pubblico, ma
sappiamo che si basa su una complicatissima rete di intelligenza
artificiale in grado di prevedere la struttura delle proteine in modo
molto accurato. Qualcosa che solo un visionario come Hassabis poteva
rendere possibile.
Che
fosse un genio era già chiaro 30 anni fa. Nato a Londra nel 1976 e
figlio di genitori immigrati, a soli 13 anni era già un prodigio degli
scacchi. All'epoca aveva un ELO scacchistico pari a 2.300. In parole
povere, tra gli under 14, era il secondo più bravo al mondo dopo Judit
Polgar, la donna che ha ispirato la serie televisiva di successo Regina
degli scacchi.
lee sedol sfida deepmind
La
mente brillante di Hassabis lo ha portato a eccellere in tantissimi
altri giochi d'intelligenza, dallo Shogi (scacchi giapponesi) al più
comune Poker. Ma la sua vera passione è sempre stata l'informatica e,
dopo una breve esperienza in un'azienda, in attesa di entrare a
Cambridge, dove ha vinto un posto quando ancora era adolescente, ha
iniziato a lavorare con l'intelligenza artificiale. Così a 16 anni
intraprende la carriera di sviluppatore di videogiochi contribuendo a
vari capolavori come Theme park (1994), grande successo commerciale.
LA PRIMA DITTA
deepmind e la scoperta della forma 3d della proteina
Nel
1998, quindi a soli 22 anni, fonda la sua prima ditta, Elixir Studios, e
la porta a 60 dipendenti producendo giochi per Microsoft e Vivendi. Nel
frattempo si laurea in Computer Science a Cambridge. Alla laurea la sua
preparazione sull'intelligenza artificiale superava quella dei suoi
stessi insegnanti.
alphafold
Nel
2005 fa un cambio di rotta e inizia un dottorato di Neuroscienze,
nonostante non fosse laureato in Medicina. Aveva il pallino di rivelare i
meccanismi della memoria umana per poi applicarli al computer.
Il
passo successivi è stato quello di fondare DeepMind e ora, a 44 anni,
ha già tagliato quello che potrebbe rivelarsi uno dei traguardi più
rivoluzionari della biologia. E qualcuno è pronto a scommettere che sarà
proprio così.
LA CHIAVE
Hassabis
non è il tipo che mette a riposo la sua mente. È convinto che
l'intelligenza artificiale rappresenti la chiave per aprire tutte le
porte, ovvero per risolvere tutti i problemi del mondo e sono sempre di
più coloro che iniziano a credergli.
Probabilmente
è questo il motivo per cui, stando ad alcune voci, Hassabis sarebbe
stato contattato per entrare nello staff che affianca il Primo Ministro
britannico Boris Johnson in questo periodo difficile a causa della
pandemia. Si spera che lo scienziato possa dare un contributo rilevante
per far uscire il Regno Unito dall'emergenza Covid-19.
4/12/2020
HASSABIS:
"Così insegno alle macchine a pensare"
https://www.panorama.it/demis-hassabis-cosi-insegno-macchine-pensare
Caro giovanotto,
tanto
giovane da non sapere che insegnare alle macchine a pensare é un
delizioso ossimoro, visto che sono le macchine che ci hanno insegnato a
costruire altre macchine. Difficile da spiegare, ma forse un esempio
potrebbe aiutarci. L'annoso quesito: "E' nato prima l'uovo o la
gallina?"
Per anni Galbraith
scrisse libri e tenne conferenze per spiegare al mondo come l'economia classica
non fosse in grado di spiegare le mutazioni e le espansioni economiche. Anzi,
diceva, che tutto si basa su una contraddizione in termini: infatti la
tecnologia portata nelle fabbriche RIDUCEVA il lavoro destinato agli operai.
(Famose le sommosse in Inghilterra dei sarti che si ribellarono
all'introduzione della macchina per cucire nelle fabbriche). Ed avevano ragione
perché il paradosso è che la
meccanizzazione, che produce sviluppo e mutamento , RIDUCE lo sviluppo e il
mutamento riducendo gli operai. Anche qui la questione è mal posta. Lo dimostrò
David Hulme che teorizzo come una sequenza non implichi nessun principio di
causalità, in pratica che una cosa segua un'altra non significa che da questa
ne derivi. L'unica cosa che ne consegue è il mutamento. Questo concetto si rese
evidente con l'applicazione dell'elettricità che annullò le sequenze e rese
tutto immediato.
Improvvisamente il mondo
che fino ad allora si era chiesto (sequenza) se fosse nato prima l'uovo o la
gallina scoprì che le domande andavano fatte in un altro modo, eliminando la
sequenza perchè la gallina non è altro che un espediente escogitato
dall’uovo per raccogliere informazioni sull’ambiente e poter così riprodurre
altre uova.
Non il contrario, perché
se ci pensi bene l'uovo è il sotfware e la gallina è l'hardware. Che te ne fai del tuo Laptop senza Windows?
Ma
stavamo parlando di quando protomolecole unicellulari si posarono su
scogli piatti che risentivano del flusso delle maree e della
fotosintesi. Non é fantascien za e prima di procedere diamo uno sguardo a
Wiki...
Inizi
L'origine della vita sulla Terra è databile entro un periodo compreso tra i 4,4 miliardi di anni fa quando l'acqua allo stato liquido comparve sulla superficie terrestre[11] e i 2,7 miliardi di anni fa quando la prima incontrovertibile evidenza della vita è verificata da isotopi stabili[12][13] e biomarcatori molecolari che mostrano l'attività di fotosintesi.[14][15].
Si ritiene comunque che la vita abbia avuto origine intorno ai 3,9
miliardi di anni fa, quando la terra iniziò a raffreddarsi fino ad una
temperatura alla quale l'acqua poté trovarsi diffusamente allo stato
liquido; lo avvalorano le scoperte di strutture microbiche risalenti a
3,7 miliardi di anni fa nelle rocce verdi di Isua, in Groenlandia[16]. Inoltre varie campagne di ricerca hanno attestato la presenza di cianobatteri fossili racchiusi in rocce stromatolitiche dell'Australia occidentale dell'età di circa 3,5 miliardi di anni[17].
NOTE:
- ^ Wilde S.A., Valley J.W., Peck W.H. and Graham C.M, Evidence from detrital zircons for the existence of continental crust and oceans on the Earth 4.4 Gyr ago, in Nature 2001; 409: 175-178.
- ^ Hayes J.M., Waldbauer J.R, The carbon cycle and associated redox processes through time [collegamento interrotto], in Phil. Trans. R. Soc. B. 2006; 361: 931–950.
- ^ Archer C. and Vance D, Coupled Fe and S isotope evidence for Archean microbial Fe(III) and sulfate reduction, in Geology 2006; 34(3): 153-156.
- ^ Cavalier-Smith T., Brasier M., Embley T.M, Introduction: how and when did microbes change the world? [collegamento interrotto], in Phil. Trans. R. Soc. B. 2006; 361: 845-850.
- ^ Summons R.E., Bradley A.S., Jahnke L.L., Waldbauer J.R, Steroids, triterpenoids and molecular oxygen [collegamento interrotto], in Phil. Trans. R. Soc. B. 2006; 361:951-968.
- ^ Allen Nutman, Vickie Bennett, Clark Friend, Martin Van Kranendonk e Allan Chivas, Rapid emergence of life shown by discovery of 3,700-million-year-old microbial structures, in Nature, vol. 537, n. 7621, 2016, pp. 535–538, DOI:10.1038/nature19355, PMID 27580034. URL consultato il 13 giugno 2018.
- ^ Neil A Campbell e Jane B.Reece, Meccanismi dell'evoluzione ed origini della diversità, Zanichelli. (Da Wikipedia)
Tracce della più antica forma di vita terrestre
Sono stromatoliti, ossia strutture prodotte da organismi viventi che
crebbero in prossimità di geyser 3,5 miliardi di anni fa.
https://www.focus.it/ambiente/natura/stromatoliti-tracce-della-piu-antica-forma-di-vita-terrestre
Vedo
che il racconto si complica perché vorrei rimanere distante (il più
possibile) dalla fantascienza ma é difficile mantenere un equilibrio tra
le varie teorie sulle origini della vita sulla Terra.
https://it.wikipedia.org/wiki/Origine_della_vita
Facciamo
così: io imbocco Darwin ignorando i dubbi dei comportamentisti, così
almeno posso continuare altrimenti va a finire che ci impelaghiamo in
teorie e controteorie che da anni paralizzano il mondo scientifico.
Dunque:
Delle
antiche alghe unicellulari non ci sono grandi testimonianze fossili, ma di
Stromatoliti è pieno il mondo.
Questi
sedimenti erano già noti come tracce di colonie di batteri, spesso
ciano-batteri, che per milioni di anni sono stati responsabili, assieme alle
alghe, della produzione dell’ossigeno libero nell’atmosfera, l’ossigeno che ha
permesso la vita terrestre. Ci sono le prove di organismi che per tre miliardi
di anni avevano preparato l’ambiente che poi dal Paleozoico, aveva permesso
alle prime forme di vita di avventurarsi anche sulle terre emerse.
Il
processo avveniva in questo modo: alcune alghe che vivevano bagnate sugli
stromatoliti con il ritirarsi delle maree venivano esposte al sole dove
seccavano producendo esseri non animali, non vegetali e nemmeno funghi, ma
spore che con il nuovo avvento della marea si disperdevano nell’acqua
producendo qualcosa come batteri unicellulari. Questi per sopravvivere
fagocitavano altri batteri unicellulari dando così inizio alla catena
alimentare. Con il tempo queste (chiamiamole così) cellule, continuando a
fagocitare diventavano sempre più grandi e feroci facendo in modo che i primi
monocellulari alla percezione di questi esseri grandi e pericolosi, si
attrezzavano per sfuggire agli agguati. Non perdete di vista questo momento in
cui nasce la percezione dell’altro e la paura, fondamento dell’evoluzione.
Quella
vita batterica (organizzata) è responsabile dell’esplosione delle specie
animali e vegetali sul nostro pianeta. Il periodo più antico del Paleozoico,
“il Cambriano” è stato il periodo in cui si identifica la nascita della vita e
parte da 540 milioni di anni fa. In questo periodo gli organismi chiamiamoli
così “cacciatori” si aggregano in dimensioni sempre più articolate e complesse
mentre le “prede” affinano le loro caratteristiche per sfuggire alle insidie.
Per esemplificare immaginiamo che i cacciatori diventano sempre più grossi e
massicci e le prede sempre più filiformi e veloci. Quando le strutture
diventano così massicce da aver bisogno di uno scheletro, i “cacciatori” se lo
organizzano all’esterno come un carapace mentre le “prede” optano per una spina
dorsale e questo segnerà l’evoluzione delle due categorie quando usciranno dall’acqua
per colonizzare la terra ferma e quelli con il carapace diventeranno sempre più
lenti e pesanti come le tartarughe mentre gli altri più leggeri occuperanno
quasi tutto l’ambiente vivibile.
Manca
molto tempo all’arrivo di Ughu, la prima scimmia con un barlume di
intelligenza, ma noi saremo rapidi a saltare tutto questo preambolo…
(continua)
5/Dic/2020
La lettura di oggi:
BOSTROM, La Superintelligenza
Augias: "L'intelligenza artificiale ci farà schiavi?"
https://video.repubblica.it/embed/rubriche/racconti-di-corrado-augias/racconti-augias-l-intelligenza-artificiale-ci-fara-schiavi/299857/300484
https://www.laciviltacattolica.it/recensione/superintelligenza/
Nick Bostrom – Superintelligenza – di Daniele Marini
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Raramente
ho letto qualcosa di così confuso e male impostato sul tema
dell’intelligenza artificiale e sui suoi sviluppi potenziali, come in
questo libro. Bostrom ha purtroppo avuto, negli scorsi anni e anche
recentemente, una forte influenza nella diffusione dell’idea che
l’Intelligenza Artificiale (I.A.) possa un giorno sfuggirci di mano. Una
lettura critica di questo testo è quindi essenziale.
http://www.ceredaclaudio.it/wp/2018/03/nick-bostrom-superintelligenza-di-daniele-marini/
Con il Paleozoico finisce con la più grande estinzione di massa che si conosca:
intorno a 252 milioni di anni fa, di colpo, forse a causa dei famosi meteoriti,
si estinse oltre il 90% delle specie animali e vegetali presenti sul nostro
pianeta, ci vollero trenta milioni di anni perché la vita ricominciasse a
svilupparsi, a partire dalle specie sopravvissute. Del Precambriano poco si sapeva se non che era servito a
preparare l’esplosione di vita del Cambriano, oggi grazie ai nuovi studi si sta
ipotizzando anche la presenza di forme di vita pre-paleozoica che in alcuni
periodi e per qualche milione di anni le Stromatoliti, si è ipotizzato che
queste forme di vita potessero cibarsi dei ciano-batteri. Testimoni della
presenza di vita di origine extraterrestre.
Dobbiamo
andare veloci senza troppi approfondimenti ma come Pollicino lascio dietro di
me alcune mollichine in forma di link per permettere a chi lo volesse, di fare
qualche ricerca sull’argomento.
Certo,
occorre fare un salto temporale per arrivare al racconto di Ughu, la scimmia
protoumana di cui vorrei parlarti per arrivare alle macchine pensanti, ma non
sono certo che tu abbia ben presente lo spazio temporale che intercorre tra gli
stromatoliti del Cambriano e il Miocene, periodo con la comparsa delle scimmie.
570 milioni di anni di differenza. Hai
un’idea di quanto tempo consiste questa differenza? Per esempio, se tu contassi
da uno a un milione ininterrottamente notte e giorno, con la cadenza di un
secondo, quanto tempo impiegheresti? Te lo dico io: più di undici giorni. E per
contare i 570 milioni di anni che intercorrono tra il Cambriano e il Miocene?
Sedici anni.
Un triliardo bilione di secondi sono
31688 anni.
Un triliardo bilione di secondi fa l’uomo
di Neanderthal calpestava le pianure dell’Europa.
Un milione di minuti fa era 1 anno, 329 giorni, 10 ore e 40 minuti fa.
Un miliardo di minuti fa era poco dopo la nascita di Gesù.
Un milione di ore fa eravamo nel 1885.
Un miliardo di ore fa l’uomo non aveva ancora camminato sulla terra.
Un triliardo bilione è un numero così
grande che solo un politico può utilizzarlo in una conversazione… probabilmente
perché raramente pensa a quello che sta dicendo.
I matematici non usano mai il termine “bilione”, preferendo la notazione
esponenziale 1×10^12
[alcune parti sono adattate e tradotte da qui.]
https://jenga.wordpress.com/2011/02/14/quale-e-la-differenza-tra-milione-miliardo-e-triliardo/
Calendario
cosmico
Mappa grafica
del calendario cosmico di Carl Sagan
Il calendario cosmico nasce da un'idea del famoso astronomo e divulgatore statunitense Carl Sagan. Il calendario è formato da un unico anno
terrestre, ma in questo arco temporale viene compressa la cronologia
dell'intero universo (circa 14 miliardi di anni, secondo
Sagan).
Big Bang
Nascita della
Vita
- 2 ottobre - Nascita della vita sulla Terra.
- 9 ottobre - I fossili più antichi ritrovati sulla Terra.
- 1º novembre - Sviluppo del sesso.
- 12 novembre - Fossili più
antichi di piante che utilizzano la fotosintesi.
- 15 novembre - Diffusione
degli eucarioti.
- 1º dicembre - Inizio dello
sviluppo di un'atmosfera ricca d'ossigeno.
- 17 dicembre - Diffusione
degli invertebrati.
- 18 dicembre - Primo plancton di mare.
- 19 dicembre - Apparizione di
pesci e vertebrati.
- 20 dicembre - Le piante
iniziano la colonizzazione dei continenti.
- 21 dicembre - Compaiono gli insetti. Gli animali iniziano la
colonizzazione dei continenti.
Dominio dei
giganti
- 22 dicembre - Compaiono gli anfibi e i primi insetti volanti.
- 23 dicembre - Compaiono gli alberi e i rettili.
- 24 dicembre - Compaiono i dinosauri che domineranno per oltre 160
milioni di anni terrestri.
- 26 dicembre - I primi mammiferi.
- 27 dicembre - I primi uccelli e fiori.
Estinzione
globale
Dominio dei
primati
· 29
dicembre - Il primo primate.
Adesso fissiamo l’ora zero nel momento della
formazione del pianeta e immaginiamo di raccontare il film della vita sulla
Terra come se questi 4,5 miliardi di anni durassero appena 24 ore. La vita
sulla terra ha origine, minuto più minuto meno, alle 3.44, ma i primi organismi
pluricellulari si sviluppano solo dopo mezzogiorno, verso le 12.50. Per veder
evolvere la riproduzione sessuata dobbiamo aspettare fino alle 18, o poco più.
Il nostro film comincia a diventare un pò meno monotono tra le 20.58 e le
21.15, quando in rapida successione fanno irruzione sulla scena artropodi e
pesci. Alle 21.30, sorpresa: solo ora vediamo apparire le prime piante
terrestri. Un’altra mezzora e si presentano gli anfibi, i primi animali capaci
di vivere almeno in parte sulla terraferma, seguiti dai rettili, verso le
22.17. Alle 22.48 è l’ora dei dinosauri, che dominano il pianeta. La pacchia
dura quasi un’ora, fino alle 23.40. Nel frattempo si sono affacciati i
mammiferi (22.56) e gli uccelli (23.12). Negli ultimi minuti il film accelera a
una velocità ubriacante. Alle 23.55 e 30 secondi è il momento delle prime
grandi scimmie, dalle quali i nostri antenati si separano intorno alle 23.57 e
45 secondi. Il genere Homo nasce alle 23.59 e 12 secondi. In un sospiro di
sollievo, Homo sapiens spunta a 4 secondi dalla fine e lascia l’Africa quando
mancano 1,3 secondi. Solo a 23 centesimi di secondo dall’epilogo questa specie
ingegnosa inventa l’agricoltura. E a meno di 4 millesimi di secondo dalla
mezzanotte esplode la rivoluzione industriale.
http://www.paorossi.it/2018/03/04/1936/
