lunedì 31 marzo 2014

APPLAUSI

Qualcuno afferma che gli applausi nacquero tra i popoli mesopotamici per coprire le grida delle vittime dei sacrifici umani. Tesi difficile da sostenere perché nessun ritrovamento archeologico tra il Tigri e L'Eufrate, o in Anatolia, in Egitto (prima dinastia) e persino tra gli Etruschi ha trovato segni di violenza sulle vittime che probabilmente venivano drogate o avvelenate. La soppressione dei propri cari o dei più fedeli collaboratori del Re o del Faraone pare più una cerimonia mistica che un rito sanguinario. Il mito greco invece, modifica quello di Esiodo che descriveva le Muse come nove figlie di Giove e di Mnemòsine che discese dall'Olimpo vivevano sul monte Elicòna, e la letteratura del quarto secolo le colloca nel Parnaso sopra Delfi dove in numero di tre, o nove o forse molte più allietavano con i loro canti lo splendido Apollo che aveva con sé un puttino che era incaricato solamente di applaudire.
In realtà l'applauso appare come un gesto antichissimo, quando ai primordi della civiltà l'uomo scimmia si rese conto che il battere con violenza le palme delle mani provocava rumore, il quale divenne un gesto collettivo che ritmato abbozzò i primi movimenti che divennero danze. Che poi potesse trasformarsi in un gesto collettivo d'approvazione, probabilmente fu il segno che l'uomo primitivo aveva scoperto la metafora. Oggi gli applausi sono un gesto riconosciuto di approvazione, gli artisti russi li indirizzano verso il pubblico, i passeggeri italiani degli aerei applaudono quando l'aviomobile atterra, qualcuno è arrivato persino ad applaudire ai funerali.
Ma il significato non cambia.


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I fumetti

I fumetti vengono da lontano. Con la loro forza iconografica e tattile hanno accompagnato le società dei primordi dai graffiti ai geroglifici. Sono la manifestazione di arte popolare che iniziò con le rappresentazioni mitologiche nelle grotte fino alle danze dionisiache e al teatro.
Qui però analizziamo il fumetto moderno, nato come striscia sui quotidiani americani che in seguito si staccò per diventare album con le storie dei diversi eroi.
Con le sue poche linee di definizione esso ha rappresentato l'espressione ideale consumata dagli adolescenti e gli anziani lettori dei quotidiani non capirono l'esotico narrare di questa “nuova” forma espressiva, non capendo d'altra parte che pure il disporsi a mosaico delle notizie dei quotidiani era di fatto pazzesco quanto una mostra di quadri surrealisti. In Italia, più che le strisce furono le vignette satiriche ad accompagnare le notizie, fino a staccarsi dai quotidiani e diventare rivistine di contro-informazione che ebbero rapido ed effimero successo. Furono le sit-com televisive a soffocare lentamente i fumetti. Esse hanno pochissima definizione, dialoghi stringati, e situazioni statiche, come i fumetti ma più “caldi” nel senso che occorre ancor meno partecipazione del pubblico (aiutato persino dalle risate registrate nei punti dove gli autori pensano di far ridere). Il fumetto, sfrattato persino dagli inserti dei quotidiani rivive una fase di piccolo splendore sul Web, dove però è fruito gratuitamente. In questo modo i vignettisti, che non hanno fonte di sostentamento tentano di aggregarsi per diminuire i costi, per poi passare alla carta stampata. Ma è una corsa all'indietro, perché il fumetto è fuggito dalla carta stampata e solo un nuovo mezzo di comunicazione di massa potrebbe farcelo ritornare.


Solitamente un nuovo mezzo tecnologico nasce fagocitando il mezzo precedente. Se osservate le prime automobili noterete che esse non sono altro che carri a cui sono stati tolti i cavalli. Succede nei mezzi di comunicazione di massa che il nuovo mezzo che arriva grazie ad una innovazione tecnologica, fagocita il mezzo di comunicazione da cui deriva ma ne libera quello immediatamente prima. Per fare un esempio, la televisione soffocò il cinema ma fece tornare in auge il teatro, così come il cinema aveva soffocato il teatro rivalutando il romanzo. Succede ora che il fumetto, soffocato dalla televisione, trovi nuova linfa nel cinematografo che grazie al computer e ai suoi mirabolanti effetti speciali, riprende le storie dei super eroi e li ripropone nelle sale cinematografiche. Questa è la via di fuga del fumetto e non il ritorno alla carta stampata da cui è fuggito e dove non ritornerà più, a meno di una innovazione tecnologica che soffochi il cinema così come si fruisce nella forma attuale, rendendo piacevole il ritorno alle riviste patinate...



marijuana, pejote o altri mezzi per confondere la mente

A prima vista appare difficile trovare nessi che accomunino l'alcol, la marijuana e il gioco d'azzardo analizzati tutti insieme dal McLuhan quali mezzi di comunicazione di massa. Intanto perché nelle varie culture il loro consumo assume significati diversi. Nel mondo alfabetizzato occidentale, individualistico e frammentato, una sbornia è un modo festoso di coinvolgimento. Gli americani e gli inglesi per esempio vanno alle feste portando con sé una bottiglia d'alcol come contributo alla sbornia collettiva. Diverso, in una società tribale o altamente auditiva e coinvolgente, la sbornia individuale serve a distruggere i legami collettivi e sociali. L'assunzione di marijuana, pejote o altri mezzi per confondere la mente sono vissuti da giovani alfabetizzati come provocazione collettiva musicale o sessuale, mentre in organizzazioni tribali assume il ruolo di rito d'iniziazione o esperienza mistica.
Pure il gioco d'azzardo, proibito in occidente ed esercitato solo in luoghi privilegiati, è in altre culture una strada ben accetta per dimostrare iniziativa imprenditoriale o intelligenza. Il Tavli, per esempio, il gioco che in occidente chiamiamo Backgammon e giochiamo con una sola regola, dalla Grecia, in tutto il Medio Oriente fino all'Indonesia viene giocato con una serie di varianti che non solo fanno assumere al giocatore un pensiero tridimensionale, ma alla complicanza delle regole, si aggiunge un primo dado per complicare la strategia con la buona sorte ed un secondo per moltiplicare la puntata. Una volta completato il percorso, si ricomincia ma non d'accapo bensì tornando indietro e una terza partita capovolge le regole con cui si erano giocate le prime due.
Potremmo affermare che quello che è una virtù tribale in occidente viene considerato come “il” vizio capitalistico.
Quando gli americani tornarono dai bagni di sangue delle trincee della prima guerra mondiale, nel loro paese trovarono il proibizionismo, un modo con cui lo Stato riconosceva che la guerra aveva tribalizzato e affratellato un'intera generazione a tal punto di diventare una minaccia per una società individualistica. In Inghilterra questo proibizionismo, edulcorato, è durato fino agli anni novanta con i “Pubs” aperti per pochissime ore al giorno in orari non lavorativi.


Quando saremo pronti a legalizzare il gioco d'azzardo, sarà come annunciare al mondo che la società individualistica è finita e che siamo pronti per ritornare alla società tribale (al villaggio globale elettronico) viceversa, legalizzando le droghe leggère non solo avremo imposto una vecchia concezione di società individualistica, ma mezzi di comunicazione di massa verranno usati per spiegarci che l'operazione, sotto l'aspetto economico, era altamente conveniente. Sarà l'unico modo per far cambiare idea ai moralisti.  

sabato 29 marzo 2014

L’ABBIGLIAMENTO

Analizziamo uno dei principali mezzi di comunicazione di massa secondo il McLuhan:

L’ABBIGLIAMENTO

L’abbigliamento - protesi della pelle - può essere considerato un meccanismo per il controllo della temperatura, una componente sessuale e la comunicazione esteriore del livello sociale. Per comprendere meglio questi meccanismi, torniamo ad analizzare il nostro ominide che, come ricorderete, con la posizione eretta aveva acquisito la capacità di manipolare l’ambiente, e con l’estensione della laringe aveva cominciato a modulare i suoni, ottenendo non solo grida, ma grugniti espressivi, suoni modulati, canti con cui accompagnare le prime danze rituali.
La posizione eretta causò un altro fenomeno: scoprì i genitali maschili e spostò in avanti quelli femminili che permisero l’atto sessuale in posizione frontale. La necessità di coprire il seno delle femmine forse scaturì dall’innata gelosia del capo clan, o più praticamente fece in modo di evitare l’eccitamento dei giovani maschi alla vista delle femmine nude.

Ad un certo punto, all’interno della comunità, saltò all’occhio che non era la medesima cosa essere coperti da pelli di animali domestici quali cani, capre, conigli che proteggevano dal freddo in modo eccellente ma che avevano un diverso valore rappresentativo dalle pelli di animali feroci o mitici che venivano indossati dai capi branco. Non solo, non è escluso che fu questa molla a scatenare la competizione tra giovani che mostravano il loro valore esibendo pelli di animali selvaggi uccisi grazie alla loro abilità. Non è escluso nemmeno che i primi gruppi appartenenti allo stesso clan si organizzassero per cacciare animali pregiati la cui pelle avrebbe ricoperto il loro capo gerarchico, dando inizio a quello che Levi-Strauss definì come fase in cui si imposero il totem, la religione ed il tabù.

L’abbigliamento e le abitazioni in fondo assolvono lo stesso compito, cioè quello di proteggere dalle variazioni dell’ambiente esterno, ma l’abbigliamento è un’estensione più diretta della superficie esterna del nostro corpo. Non solo.
Per quanto riguarda la componente sessuale, si riesce a decifrare qualcosa solamente se si considerano sesso e abbigliamento come fattori interdipendenti tra loro.
Ci sono oggi tribù africane dove le donne, che camminano senza imbarazzi a seno nudo, per nessuna ragione al mondo sarebbero disposte a scoprire le loro ginocchia in pubblico. Un altro fenomeno dei giorni nostri è il turismo che assale luoghi incontaminati, dove sulle spiagge si vedono masse di “civilizzati” che prendono il sole praticamente nudi, mentre la medesima cosa, non passerebbe per la mente degli indigeni perché nelle culture arretrate, ancora incastonate in una vita sensoriale e tattile, e non ancora astratte dall’alfabetismo e dall’ordine visivo industriale, la nudità è considerata patetica.
Persino il famoso rapporto Kinsey sulla vita sessuale del maschio americano, registrò con sorpresa che i contadini ed in genere le persone sottosviluppate non amavano la nudità nei loro rapporti coniugali.

Un altro fenomeno da analizzare è l’avvento massivo della televisione a colori negli anni sessanta che trasformò gli europei, che dal dopoguerra si erano sempre vestiti con tagli sobri e colori grigi, in individui colorati secondo l’esempio dato dagli americani che ci invadevano con il loro cinema che conteneva messaggi consumistici, pieni di frigoriferi, elettrodomestici, birre in lattina e – udite udite – abbigliamenti casuals coloratissimi e poco impegnativi. Per contro, furono gli americani, influenzati dagli stessi media, ad assumere un atteggiamento rivoluzionario che si espresse con l’abbigliamento all’europea, con i patio, con le piccole auto. Come ai tempi della rivoluzione francese, l’abbigliamento assunse anche i connotati di protesta politica (i figli dei fiori, per esempio) e della ribellione contro i valori uniformi del consumatore. Si cominciò a vedere cambiamenti non solo con l’abbigliamento ma con i libri tascabili, le barbe, le acconciature femminili che persero la loro caratteristica scultorea per la praticità tattile. Insomma le donne americane iniziarono a proporsi come persona da toccare e “maneggiare” e non solo come icona da contemplare.

Nella Russia degli anni settanta il fenomeno assunse proporzioni quantomeno bizzarre. Infatti sulla spinta delle tendenze occidentali, alcuni programmi televisivi russi cominciarono ad essere interrotti da forme di pubblicità che decantavano prodotti di abbigliamento e di bellezza che non erano presenti sul mercato. Infatti al comunicato pubblicitario non corrispondeva la distribuzione dei prodotti, praticamente inesistenti.

Esiste oggi la tendenza a nuovi equilibri man mano che ci rendiamo conto della nostra preferenza per tessuti rozzi e per abiti con forme scultoree. Dopo che per secoli siamo rimasti completamente vestiti e chiusi in spazi visivi uniformi, con l’era elettrica ci ritroviamo in un mondo che respira, vive e ascolta con l’intera epidermide. Con i nuovi materiali con cui confezioniamo abiti e dimore, la nostra sensibilità si muove in un mondo di forme e di colori che fanno della nostra epoca una delle più ricche nella storia della musica, della poesia, della pittura e dell’architettura.

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venerdì 28 marzo 2014

Anche nel nostro corpo

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Anche nel nostro corpo una nuova tecnologia, un nuovo media, una nuova invenzione, costringe i nostri sensi ad assumere posizioni di resistenza o di rifiuto per conservare precedenti equilibri. Con il telegrafo, per esempio, per la prima volta nella storia dell'umanità il messaggio arrivava prima del messaggero e questo inizialmente non parve modificare equilibri precedenti. Infatti la prima linea telegrafica tra Baltimora e Washington apparentemente serviva solo per far arrivare in orario i treni. Il campo elettrico però, che è l'estensione del nostro sistema nervoso centrale, favorì la contemporaneità della domanda con la risposta e annullando il tempo e lo spazio, fece in modo che il telegrafo non solo comunicasse l'arrivo del treno che era passato dalla stazione precedente in orario, ma ricevesse come risposta immediata le condizioni climatiche della stazione ricevente che con tutte le altre stazioni formò una rete di informazioni che dettero vita alle previsioni del tempo che i giornali pubblicarono per incrementare la tiratura che era l'indice utile per le tariffe degli inserzionisti pubblicitari. Col telegrafo si potevano giocare partite a scacchi, organizzare lotterie, o veicolare notizie e questo cambiò non solo il linguaggio dei quotidiani ma tutta la percezione di una realtà riferita che formava le ondate di approvazione o di sdegno che cominciammo a conoscere come “opinione pubblica”.

TRON

Quando John Lasseter capì il potenziale dell'animazione col computer, dopo il film
TRON a cui aveva collaborato per la Disney, propose un intero film con le nuove tecniche in 3D ma la più grande compagnia d'animazione del mondo, trovò il progetto troppo costoso e licenziò lui ed i suoi collaboratori che trovarono un impiego presso la Lucas film che vendette tutto il reparto che chiamò PIXAR a Steve Jobs (co-fondatore della Apple) per dieci milioni di dollari. Questa nuova società propose alla Disney di co-produrre i nuovi lungometraggi e dopo il successo commerciale di Toy Story e altri lungometraggi con la stessa tecnica, la grande società propose alla PIXAR di rinnovare il contratto di collaborazione a condizioni più equilibrate. Ricevutone il rifiuto, per togliersi di torno un pericoloso concorrente decise di comprarlo pagando 7,4 miliardi di dollari. Steve Jobs entrò nel consiglio d'amministrazione della Disney e attualmente è il maggior azionista individuale.
Cosa insegna questa storia (e un altro migliaio simili)? Che qualsiasi innovazione tecnologica minaccia l'equilibrio di ogni organizzazione già esistente e che specie nelle grosse aziende il reparto ricerche è una specie di laboratorio per isolare le idee pericolose e invitarle ad alzare un poco la testa per avere con facilità la possibilità di tramortirle. Pensateci bene: un'azienda leader del settore a cui arriva una proposta per moltiplicare i profitti attraverso una maggior produzione dovuta ad una invenzione tecnologica, si trova davanti la prospettiva di dover ampliare organici, dirigenti, distribuzione con serie prospettive di rompere equilibri già esistenti. Meglio comprare aziende “spin-off” cioè uscite dalla costola della propria tecnologia e acquistare con esse tutta l'organizzazione che ne consegue.

Un'idea nuova non parte mai da una grossa struttura già di per sé organizzata, ma da piccoli organismi freschi di idee e tecnologia che si battono finché vengono cooptati nella grande organizzazione.

A proposito del darshan

A proposito del darshan, l’esperienza trascendentale indiana che permette di raggiungere uno stato mistico grazie al fatto di ritrovarsi immersi in un’immensa massa di gente, occorre osservare che i giochi, le gare, le competizioni evocano gli stessi fenomeni, essendo estensioni della consapevolezza collettiva che tramite avvenimenti artificiosi si concedono una tregua dagli schemi consueti e ripetitivi della vita di tutti i giorni.
I giochi con la partecipazione di molto pubblico sono estensioni delle nostre persone sociali che partecipano simultaneamente ad avvenimenti che riflettono schemi significanti delle loro vite collettive. L'organizzazione di questi eventi (chiamati impropriamente “sportivi”) la loro proposta televisiva, il commento dei tecnici e i resoconti sui giornali del giorno dopo, fanno entrare di prepotenza i giochi nella comunicazione di massa. Il medium stesso del gioco è nella reazione del pubblico.

I NUMERI

Analizziamo uno dei principali mezzi di comunicazione di massa secondo il McLuhan:


I NUMERI

Mentre la scrittura è un’estensione e una separazione del nostro senso più neutro e oggettivo – la vista – il numero è un’estensione e una separazione della nostra attività più intima e in più stretto rapporto con le altre facoltà, il senso del tatto.
Diventa sempre più evidente che il senso del tatto è indispensabile ad un’esistenza integrale. Non è da escludersi che nella nostra vita interiore il senso del tatto sia costituito da un reciproco rapporto tra tutti i sensi. Non solo quindi un contatto epidermico con le cose, ma la vita stessa delle cose dentro la nostra mente.
Siamo abituati a vedere l’alfabeto come fonte della civiltà occidentale e le varie letterature come un segno di progresso sociale e civile, il che non è affatto sbagliato, a condizione che accanto alle lettere si pongano i numeri, il linguaggio cioè della scienza.

Il numero però non è solamente auditivo e risonante come la parola parlata, ma come scriveva con acume Baudelaire: “Il numero è nell’individuo. L’intossicazione è un numero” seguendo poi con l’analizzare il darshan, l’esperienza trascendentale indiana che permette di raggiungere uno stato mistico grazie al fatto di ritrovarsi immersi in un’immensa massa di gente.

Fu la trasformazione dal contare in modo tattile con le dita delle mani e dei piedi per arrivare all’astrazione visiva, che rese possibile la matematica. Fu però l’alfabeto a mettervi ordine, inserendo concetti come omogeneità, corrispondenza e successione.
Fu l’azione dell’alfabeto fonetico sui sensi umani a permettere l’invenzione dello spazio euclideo, così come sarà la stampa a caratteri mobili a consentire il concetto di punto di vista e di conseguenza ad imporre la prospettiva.

Secondo il matematico Leibniz un Essere Supremo per dare origine all’Universo, non avrebbe avuto nessuna necessità di tutta la matematica ma gli sarebbero stati sufficienti lo zero e l’uno per dare inizio a tutta la creazione. E’ curioso constatare che questo mistico sistema binario altri non sarebbe che il riflesso del contare di alcune tribù primitive a cui corrisponde il linguaggio dei nostri computer.

All’epoca dei manoscritti esisteva una caotica quantità di segni per rappresentare i numeri, che consentivano il calcolo con estrema difficoltà. Fu l’avvento della stampa che pose ordine alla matematica e posizionò lo zero, quel vuoto concettuale che permetteva di dare un valore ai numeri a seconda della loro posizione nella cifra, partendo da destra.
Tracciando un percorso dalla rappresentazione del numero con le lettere greche, al posizionamento dello zero medievale, fino al punto di vista prospettico del Rinascimento, si può rilevare con facilità di come sia maturato il concetto di infinito, che Greci e Romani ignoravano e che solo con la stampa tipografica poté estendersi alla facoltà visiva fino ad ottenere risultati di estrema precisione, di uniformità e intensità, perché fosse possibile reprimere o affievolire la sensibilità degli altri sensi col fine di ottenere la consapevolezza tattile dell’infinito (sembra una delle tante contraddizioni del McLuhan, in realtà è un’ulteriore dimostrazione di come l’isolare il senso della vista porti come conseguenza lo spazio euclideo che viene in qualche modo digerito e assimilato in tutto l’essere grazie al senso del tatto).
Ogni nuova tecnologia ci spinge a cercare nuovi equilibri attraverso altra tecnologia che poi sarebbe lo studio delle scienze applicate, con particolare riferimento ai diversi procedimenti per la trasformazione di materie prime in prodotti di impiego o di consumo, o l’attuazione dei processi educativi basata sull'analisi dell'apprendimento e dell'insegnamento e sulle metodologie da essa suggerite.

I Greci sbatterono la testa sul problema di trasporre i loro nuovi media quando tentarono di risolvere un problema di aritmetica razionale applicandolo alla loro primitiva geometria. Lo spettro di Achille e la tartaruga provocò la prima crisi della matematica occidentale, insieme al calcolo della diagonale di un quadrato o la circonferenza del cerchio, esempi evidenti di come il senso tattile del numero tentava di affrontare lo spazio visivo e pittorico per trasformarlo in sé stesso.

Col Rinascimento fu il calcolo infinitesimale a permettere all’aritmetica di imporsi sulla meccanica, la fisica e la geometria. Fu il processo omogeneo ed uniforme della stampa a dare origine al calcolo della matematica moderna. La taumaturgica funzione dell’ infinitamente frammentato e ripetibile permise di rendere il mondo visivamente piatto, diritto e uniforme mentre la nostra esperienza sa che esso è invece sghembo, curvo e bitorzoluto, e questo concetto “razionale” che ci ha accompagnato negli ultimi secoli, oggi nell’era dell’elettronica sta perdendo molte delle sue connotazioni e non siamo più in grado di definire con certezza cosa sia il “razionale”, visto che a suo tempo, non ci siamo mai accorti da donde venisse.

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giovedì 27 marzo 2014

sull'Agorà

Platone che tanto si prodigò per la fondazione della scuola perfetta, non si rese conto che essa già esisteva ed era la polis: Atene. Un popolo giovane che stava strutturando tutti i meccanismi della città-stato si vide invasa dalla massa di comunicazione che era il risultato delle conquiste di Alessandro il Grande. L'informazione che derivava da un'immensa estensione di territorio popoli, credenze, tecnologie, alfabeti, veniva analizzata da un gruppo di intellettuali
sull'Agorà – il mercato fuori dal Tempio – che li analizzava , li discuteva, li adottava o li scartava e trasformava in materiale didattico tutto lo scibile umano che solo in una seconda fase veniva messo per iscritto. La parola che nei templi delle città conquistate era scolpita nelle pietre, ad Atene, fuori dal Tempio, riprendeva la sua forma eterea, fuggevole a volte, ma sempre protagonista delle relazioni umane. Lo stesso teatro, che assumeva forme molto vicine al rito religioso, serviva per porre interrogativi, etici, morali, filosofici. La teologia, la cosmogonia, e l'interpretazione dei fenomeni attribuiti a divinità superiori e da sempre relegati all'interno dei templi con l'esclusiva competenza dei sacerdoti, ad Atene usciva dai misteri del tempio e si trasformava in materia laica di approfondimento e riflessione. Dalla teologia dei sacerdoti erravamo arrivati alla riflessione dei filosofi.



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NANI

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Quando ero giovane mi aggregai ad un circo e andai in giro con due dei fratelli Colombaioni, i clown di Fellini, per intenderci. E' un'esperienza che consiglio a tutti coloro che vogliono specializzarsi in antropologia, perché i confini ristretti del circo nei confronti della società aperta sono come le Galapagos per Darwin. Tra le tante cose che appresi, una mi colpì particolarmente: il giocoliere, l'acrobata (che molte volte stanno in una sola persona) invecchiando diventa clown. Questo perché la sua conoscenza dell'equilibrio – chiamiamola orizzontale cioè onnicomprensiva – aumenta mentre quella specifica – chiamiamola verticale – con il passare del tempo viene a mancare facendogli commettere errori che all'occhio del pubblico sono imperdonabili. Ecco allora che trasformato in clown il vecchio giocoliere può addirittura inventare nuove buffonerie, e se cade per eccesso di confidenza nelle sue doti equilibriste, la gente ride. Mentre l'acrobata usava solo una parte delle proprie facoltà, ma in modo perfetto, il Clown estende le sue capacità fino al limite dell'equilibrio. Dice il McLuhan: “La reazione all'aumento di potenza e di velocità dei nostri corpi estesi genera nuove tensioni e nuovi bisogni negli esseri umani che l'anno generata. E' un processo ininterrotto di nuove capacità generate da tecnologie già esistenti. Siamo nani portati sulle spalle di giganti.

mercoledì 26 marzo 2014

LA GUERRA...

 Una delle ibridazioni più notevoli che generano furiosi scatenamenti di energia è la guerra. Essa è da sempre l’aggressione di una società tecnologicamente più avanzata nei confronti di una società tecnologicamente inferiore. Da oltre mezzo secolo essa è l’incontro-scontro tra culture visive e letterarie con altre culture prettamente orali con contenuti tribali. Non c’è nulla di più scatenante e creativo del primo periodo che segue un’invasione militare. Qui, come su di un confine ideale tra culture alfabetizzate e pseudo-tribali, si scatena lo scambio culturale e tecnologico più travolgente di uno tsunami. Ne abbiamo esempi recentissimi con l’invasione di Kabul. Lo ricorderete, la sconfitta dei talebani portò nella capitale nuovi cambiamenti epocali, si aprirono barberie per tagliare barba e capelli, si aprì un McDonalds, una birreria e gli italiani ci misero del proprio, riaprendo il cinema locale e proiettando “La Liceale” un film con Gloria Guida, tanto per mostrare il livello culturale delle nostre scelte. Ma questa forma di contaminazione non agì a senso unico. Com’era già successo col Vietnam, dietro le prime linee sbarcarono stilisti, modelle, fotografi glamour, e in occidente si impose, ancora una volta, la moda militare.

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Analizziamo uno dei principali mezzi di comunicazione di massa secondo il McLuhan:

LE STRADE

La parola metafora deriva dal greco e significa trasportare e potrebbe essere applicata a qualsiasi forma di movimento di merci o di informazioni. Rappresenta non solo lo spostamento da un luogo all’altro di qualsiasi cosa, ma evidenzia la trasformazione e la traduzione del mittente, del ricevente e del messaggio perché l’uso di qualsiasi medium altera gli schemi di interdipendenza tra le persone e i rapporti tra i loro sensi.

Con la strada, la scrittura si stacca da materie solide e statiche come la pietra, per circolare su supporti come l’argilla dei vasi e delle tavolette, e imprimere maggiore velocità con il papiro. L’informazione, nel suo passaggio dalla pietra alla carta, compie la medesima trasformazione della moneta quando si staccò dalle merci, dalle pelli, dai lingotti e dai metalli, per diventare carta e in seguito semplicemente credito. Con le strade, crollano le città-stato, che racchiudevano in sé stesse tutto il fabbisogno e le attività umane, e si affermano le capitali centro del potere in costante comunicazione con le proprie periferie.

Accresciuta la velocità e di conseguenza intensificato il controllo militare a distanza, l'accelerazione della comunicazione separò le funzioni commerciali da quelle politiche creando quelle che gli economisti chiamano strutture economiche centro-marginali, che di fatto sono reti con flussi continui e omogenei, mentre in precedenza, le conquiste avvenivano via mare, con territori da colonizzare con insediamenti che erano centri senza periferie. La storia più recente di queste crisi è quella della guerra d’indipendenza americana quando le prime colonie inglesi a causa di processi di saturazione dei commerci, trovarono più conveniente usare merci (come il tè) per pagare le loro transizioni piuttosto che assoggettarsi ad un cambio con la Sterlina che era diventato poco favorevole, per non dire punitivo. Quando la Virginia ufficializzò il tabacco come forma di pagamento, scoppiò la crisi. Essendo però le colonie americane distantissimi centri senza periferie al di là del mare, fu chiaro per tutti che l’Inghilterra, malgrado atroci rappresaglie, fosse destinata a perdere la partita. E così fu.

Ecco come commenta Arnold Toynbee nel suo: A study of history :
...uno dei segno più cospicui della disgregazione si verifica...quando una civiltà che sta disintegrandosi ottiene una proroga sottoponendosi ad una forzata unificazione politica in uno stato universale...”
Peccato che un eminente autore come Toymbee non faccia parte della nostra cultura nazionale, perché oltre nell’opera già citata (12 volumi, 1934-1961) vi sono considerazioni eccelse. Comparando per esempio la grandezza e la caduta di 26 imperi, rileva che le principali cause del crollo, non sono mai ambientali o fisiche, ma l’incapacità di rispondere alle istanze morali, etiche e religiose del popolo. Anche la sua frase riportata, se letta con attenzione potrebbe risultare di grande attualità per l’analisi del tramonto e degrado della civiltà americana. Ma stavamo parlando di strade.
I diversi modelli di organizzazione sociale, si realizzano tentando di far coesistere le diverse velocità dei movimenti d’informazione perché un nuovo mezzo che si inserisce, se è contemporaneamente disponibile e se possiede una velocità omogenea, di fatto non crea problemi, ma la saturazione di tutti questi mezzi porta, come tutti possiamo constatare nella nostra società moderna, scompensi e e rotture dovute a grandi discrepanze tra il movimento degli aerei e delle auto, tra la posta e Internet, tra la società civile e l’amministrazione pubblica, ecc. Se la velocità di tutti i mezzi fosse uniforme non ci sarebbero conflitti gravi. Nell’antica Roma, invece, a ridurre la discontinuità della comunicazione c’erano soltanto l’alfabeto e le strade che la inviavano dal centro alla periferia. Quando gli arabi si ripresero l’Egitto, il rifornimento di papiro cessò e le strade rimasero inutilizzate e deserte come potrebbero essere le nostre se mancasse la benzina. In questo modo l’Impero Romano collassò e le strade divennero inutili facendo risorgere le città-stato con il feudalesimo.



La strada è l’estensione dello spazio sempre più omogeneo ed uniforme che permette l'accelerazione della ruota e del messaggio. Fu la stampa a caratteri mobili che impresse una maggiore accelerazione dal centro alla periferia. Dopo l’elettricità e l’informatica non solo questa velocità ha assunto un valore assoluto pari alla velocità della luce, ma ha pure perso il suo carattere unidirezionale trasformandosi in un movimento centripeto.
Dal lento movimento dal centro alla periferia di una società specialistica e frammentata, ci ritroviamo in un’implosione dove improvvisamente e spontaneamente i frammenti meccanizzati si riorganizzano in un tutto organico. E’ il Villaggio Globale.

Oggi che la massima parte del trasporto consiste nello spostamento di informazioni si assiste ad una saturazione e alla conseguente trasformazione dell’uso della ruota e della strada. Se il villaggio e la città-stato avevano contribuito al rapporto reciproco di dare-avere con la campagna, dopo l’avvento dell’automobile e il capovolgimento dei ruoli, la famosa “gita in campagna” ha visto la strada stessa trasformarsi in campagna a cui è seguita l’autostrada come città, un continuo ininterrotto di agglomerati urbani che ha dissolto la forma antica della città stessa. Forma spazzata via dall’avvento dell’ aeroplano che usufruisce della ruota e della strada solo in un’infinitesima parte del suo percorso negli aeroporti che a loro volta si sono trasformati in città. Pensate che alcune compagnie offrono viaggi in aereo a costo irrisorio purché l’atterraggio avvenga in aeroporti periferici trasformati in piccole città dove fare shopping.

Il principale impatto dei media sulla società contemporanea sono l'accelerazione dell’informazione e lo sconvolgimento sociale, la trasformazione dalla soluzione di problemi fisici al superamento dei problemi etici e morali. Se l'accelerazione tende a migliorare tutti i mezzi di scambio e di associazione umana, la velocità accentua i problemi di forma e di struttura e di conseguenza le persone che tentano di adattare le vecchie forme fisiche al nuovo e più rapido movimento scoprono un progressivo inaridimento dei valori della vita.

Ora che con la tecnologia elettrica abbiamo esteso non solo i nostri organi ma persino il nostro sistema nervoso, l’informazione che si sposta alla velocità della luce ha reso obsoleti tutti i sistemi di accelerazione meccanica quali la strada, la ferrovia, la ruota.
I vecchi sistemi di adattamento psico-fisico e sociale non contano più nulla.
Siamo entrati nella fase del campo totale della consapevolezza. Le nostre estensioni elettriche hanno superato lo spazio ed il tempo e ci coinvolgono in problemi di organizzazione mai affrontati prima.

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la radio modifico' le notizie

Così come il telegrafo aveva modificato le notizie dei giornali, la radio ne modificò pure la forma e il contenuto. La stessa radio di cui abbiamo già parlato, elemento scatenante di riminiscenze tribali nell’Europa continentale, ibridata con il grammofono divenne per l’Inghilterra e l’America quella che è ancora oggi: un mix di musica e notizie. Sempre con il telegrafo cominciarono a raccogliersi pure le prime notizie meteorologiche che vennero diffuse dalla radio con notevole successo, mentre la radio influenzò il cinema muto, dimostrando che non solo i nuovi media vengono avanti a due per volta, uno come contenente l’altro come contenuto, ma che l’ibridazione con altre tecnologie o altri media, scatena nuovi processi creativi.
Forse questo è il momento di parlare della radio quale evoluzione del telegrafo che è un’evoluzione del messaggio (infatti per la prima volta il messaggio arriva prima del messaggero) che a sua volta è l’estensione della strada e della carta. Il cinema invece è il movimento della fotografia, con la sua tridimensionalità e la descrizione amplificata dei minimi dettagli. La televisione invece è bidimensionale, ha cioè solo pochi tratti essenziali, e deriva dalle strip giornaliere dei quotidiani americani, e dai cartoni animati da cui ha preso l’essenzialità dei dettagli che devono essere completati dal fruitore.




martedì 25 marzo 2014

stavamo parlando di saturazione.

stavamo parlando di saturazione.
E’ piuttosto antico il principio secondo il quale ogni nuova invenzione nella prima fase del suo sviluppo appare in forma ed in funzione diversa se non addirittura opposta a quella che finirà per assumere definitivamente. Accelerando la velocità dalla forma meccanica a quella istantanea, l’elettricità capovolge ogni espansione in implosione.
E’ significativo che la società moderna, le istituzioni, gli ordinamenti sociali politici ed economici si muovano fondamentalmente nell’unica direzione dello “sviluppo” cioè dell’espansione, mentre appare evidente che ci troviamo dinanzi ad un'accelerazione talmente insostenibile da esigere decisioni atte a regolamentare l’implosione.
Ragioniamo ancora in termini di “espansione” economica, demografica, culturale mentre il problema non è la sovrappopolazione, ma il modo di convivenza; nell’organizzazione scolastica a causare problemi non è tanto il numero crescente di giovani che vogliono imparare, ma il fatto che le singole materie siano ormai tutte correlate tra di loro, che il corpo insegnante apprende tutto il suo sapere nei soli primi anni di vita e poi vive di rendita culturale, che l’elettricità ha dissolto le autorità settoriali allo stesso modo con cui ha fatto sparire le sovranità nazionali. Gli antichi schemi di espansione meccanica dal centro alla periferia non hanno più ragione d’esistere, perché ognuno di noi ormai è un centro indipendente collegato ad altri centri.
Nasce così l’apparente paradosso dell’uomo preistorico che andava a lavorare al sorgere del sole e tornava al tramonto. Sono passati millenni di invenzioni tecnologiche atte a risparmiare tempo, e ci ritroviamo con la nostra società dove le persone continuano ad andare a lavorare dall’alba al tramonto. E dove sarebbe quindi il progresso? Sta proprio nel fatto che tutti i congegni fornitici dalla tecnologia per “risparmiare tempo” in realtà servono solo per “risparmiare fatica” perché il tempo viene da noi usato per altre attività. I compiti che nell’Ottocento si relegavano ai servi, oggi ce li sbrighiamo da soli – non certo risparmiando tempo – con gli elettrodomestici.

La divisibilità di ogni processo, che ha dato origine alla macchina e alla catena di montaggio, si è talmente suturato dal capovolgersi nell’era elettrica dell’automazione estendendosi alla teoria del campo unificato con l’organico intrecciarsi di tutte le funzioni nel medesimo tempo.
La stessa strada, che nell’Impero Romano consentì l'accelerazione dei messaggi e delle merci, nelle nostre città ha raggiunto un livello tale di saturazione da aver capovolto alcune sue funzioni, con autostrade che hanno assunto un carattere urbano continuo, e città che per superare la crisi del traffico hanno adottato tangenziali e raccordi che per consentire una relativa velocità si sono strutturati come autostrade e come conseguenza diretta, la campagna non è più il centro del lavoro e la città ha perso le caratteristiche di centro di svago. Nel mondo antico la saturazione mediatica dovuta all’avvento delle strade e del denaro, aveva capovolto la condizione tribale dell’uomo. Infatti il paradosso sta nel fatto che una società tribale e nomade, con il suo muoversi per procacciarsi il cibo, è una società statica, mentre la cultura dell’uomo divenuto sedentario, ha reso la sua società mobile, dinamica, aggressiva.
Un altro punto della saturazione si verifica quando tra le componenti che più frequentemente conducono allo stallo e al capovolgimento del sistema, si verificano reciproche contaminazioni o fertilizzazioni dei media. Oggi per esempio con la memoria dei nostri computer, la parola stampata ha assunto il carattere artigianale da sempre appartenente al manoscritto. La stampa coi caratteri mobili era stata il più imponente limite di rottura nei confronti dell’alfabetismo fonetico, mentre l’alfabeto a suo tempo aveva rappresentato il limite di saturazione e rottura tra l’uomo tribale e l’individuo.


I loro idoli sono d’oro e d’argento, opera di mani umane
Hanno bocche ma non parlano, orecchie ma non ascoltano,
Hanno occhi ma non vedono, hanno nasi ma non odorano
Hanno mani ma non toccano, hanno piedi ma non camminano,
E neppure parlano con la loro voce.
Coloro che li fabbricano saranno simili a loro,
Così come coloro che in essi confidano.
(Salmo 115)

La contemplazione di idoli, cioè l’uso della tecnologia, conforma gli uomini ad essi.
Ed essi diventarono quello che avevano contemplato” scrive il poeta Blake nel suo poema Jerusalem dove prosegue: “Se cambiano gli organi di percezione, sembrano variare anche gli oggetti della percezione. Se gli organi della percezione si chiudono, anche gli oggetti si chiudono” vuol significare che per ricevere, percepire o utilizzare qualsiasi estensione di noi stessi nella forma tecnologica che abbiamo applicato, è necessario fruirne. Ascoltare la radio, leggere il giornale, guardare la televisione significa accogliere nel nostro sistema nervoso la percezione delle nostre stesse estensioni provocando quello “spostamento”, quella “chiusura” che automaticamente ne consegue. Il flusso continuo della ricezione di tutte le nostre tecnologie nell’uso quotidiano ci fa adagiare anche inconsciamente nella posizione subliminale di coloro che sebbene narcotizzati, trovano meccanismi automatici di difesa per sopravvivere, uno dei quali è quello di porsi come servomeccanismi di dette tecnologie. In pratica, per poterne usufruire, occorre mettersi al servizio delle macchine.
Il pellerossa era il servomeccanismo della sua canoa così come il ferroviere lo è del treno. Si instaura un rapporto per il quale l’uomo è perpetuamente modificato dalla macchina che a sua volta trova sempre nuovi metodi per modificarla. Si potrebbe dire che l’uomo diventa l’organo sessuale della macchina, così come lo è l’ape per il mondo vegetale, che permette il processo fecondativo e l’evoluzione in nuove forme.

(Una delle scoperte più clamorose della ricerca motivazionale degli anni sessanta fu il rivelare il rapporto sessuale esistente tra l’uomo moderno e la sua automobile.)  

Medium freddi e Medium caldi

Uno degli argomenti più controversi di tutto il pensiero del McLuhan è la classificazione dei media come caldi o freddi a seconda della partecipazione o del coinvolgimento del fruitore. E’ persino successo che eminenti professori abbiano scritto di aver notato che persino l’autore nel definire i mezzi caldi o freddi sia caduto in contraddizione.
Nulla di tutto questo.
In realtà l’analisi dei mezzi di comunicazione di massa può essere effettuata osservando i fenomeni tutti nel loro insieme. E’ come una colata lavica che si muove e cambia continuamente il proprio stato fisico, così alcuni media sono caldi se paragonati con certi fenomeni e freddi con altri. Possono iniziare come freddi per divenire caldi e viceversa o addirittura possono saturarsi fino a capovolgere la propria funzione.
Come linea di principio possiamo definire caldo un medium che estende un unico senso fino ad uno stadio in cui si è abbondantemente colmi di dati, e freddo un medium a bassa definizione, che cioè contiene una limitata quantità di informazioni e che necessita dell’apporto del fruitore per completare la sua funzione. Sono caldi la radio e il cinema e freddi il telefono o la televisione.
Anche qui però occorre distinguere per esempio tra cinema o televisione a colori o in bianco e nero per definirne la quantità di “calore” contenuto. In linea di principio potremmo affermare che la forma calda esclude mentre la forma fredda include.

In generale comunque diciamo che i media caldi non lasciano molto spazio che il fruitore debba completare mentre viceversa i freddi richiedono un notevole sforzo di partecipazione. Salta all’occhio che il telefono sia un medium freddo perché senza l’apporto della voce umana, non assolverebbe appieno la sua funzione. Altrettanto ovvio è la natura calda della televisione che isolando un solo senso favorisce quello stato pre-ipnotico tanto caro ai pubblicitari che si inseriscono con i loro messaggi per spingerci ai consumi.
Applicando alla società gli stessi principi che abbiamo usato per i media, potremmo dire che le nazioni arretrate sono fredde e quelle tecnologicamente più avanzate, calde. Nella nostra stessa società avanzata potremmo definire la persona che vive in città, calda e il contadino, freddo. Potremmo definire calda l’epoca meccanica e fredda l’era televisiva.
Il Valzer caldo e il Twist freddo, Nel periodo di massima intensità di media caldi come la radio e il cinema, il Jazz era hot per divenire Cool jazz con il raffreddarsi dell’impatto di questi media che si stavano lentamente raffreddando.
A Mosca negli anni sessanta si verificarono le prime contaminazioni musicali con l’occidente. Ebbene, il Charleston era tollerato mentre una danza involuta come il Twist era stata proibita.
Lewis Mumford nel suo “Le città nella storia” definisce fredde le città strutturate casualmente e calde quelle intensamente riempite come Atene, per esempio, dove riuscivano a sopravvivere in una nuova e più importante dimensione, le attività democratiche e sociali del villaggio.



Nell’estate del 1962, dopo la crisi dei missili a Cuba, Stati Uniti ed Unione Sovietica decisero di instaurare una linea di emergenza per scongiurare il pericolo di una guerra accidentale. L’idea era semplice: al di là di ogni contrasto ideologico, i due presidenti in carica avrebbero comunicato direttamente tra di loro prima di prendere qualsiasi decisione sul lancio dei missili atomici. L’idea era intelligente ma le trattative durarono quasi un anno perché gli americani volevano installare una linea diretta con telescrivente, mentre i russi volevano un telefono. Andò a finire che per superare la crisi decisero di adottare tutte e due le tecnologie ma la distanza tra i due mondi rimase, e rimasero anche le incomprensioni che ancora oggi dividono società auditive da quelle prettamente visive.
Sono visive quelle società che dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili si sono evolute frammentando le funzioni proprio come sono frammentati i caratteri tipografici che in sè non rappresentano che un suono ma che nell’insieme logico-sequenziale danno vita ad uno scritto, e a un prodotto (il libro) uniforme nella fattura e nel prezzo. Dalla stampa tipografica fu relativamente semplice passare alla catena di montaggio e alla moderna società che ha privilegiato l’occhio e le funzioni del leggere.
Rimangono auditive quelle società che invece hanno privilegiato l’orecchio, il tribale, i suoni che vanno e vengono in ogni direzione.
L’occhio accoglie, mentre l’orecchio è esclusivo, discriminante, subdolo.
Semplice quindi comprendere come gli americani si scandalizzassero dei microfoni posti dagli agenti sovietici per spiare nelle ambasciate nemiche (l’orecchio), mentre li lasciava indifferenti lo scandalo suscitato dai loro aerei spia che fotografa(va)no il territorio nemico (l’occhio).


Ogni nuovo medium, una protesi

Ogni nuovo medium, che secondo il McLuhan altri non è che una protesi, cioè l’estensione tecnologica dei nostri sensi, non solo è in grado di modificare le nostre percezioni personali e le nostre convinzioni individuali, ma è in grado persino di modificare l’ambiente in cui viviamo e la società che ci circonda. Facciamo un esempio: ammettiamo come presupposto che uno dei primi ominidi sia sceso dall’albero ed abbia scoperto di poter raccogliere frutti maturi caduti per terra. All’arrivo di un ominide più grosso di lui che vuole cacciarlo, dopo un accenno di conflitto, il Nostro decide di andarsene più in là per evitare dolorose conseguenze. Lo stesso avviene per l’accoppiamento, dove il più forte in natura lo dimostra non solo nel proclamarsi l’unico maschio in grado di riprodursi, ma proprio nella sua capacità di tenere lontano i rivali.
Ammettiamo ora che il piccolo ominide in questione abbia scoperto per caso che alcuni frutti quali noci e mandorle, si possono aprire usando un sasso od un bastone. Questa nuova sua invenzione tecnologica altri non è – secondo il McLuhan – che la protesi, cioè il prolungamento del suo pugno. Ne consegue che tutte le invenzioni tecnologiche altro non siano che estensioni delle nostre facoltà, la ruota sarebbe l’estensione del piede, il cannocchiale dell’occhio, la radio dell’orecchio e così via. Ma torniamo al nostro ominide.
Quando arriva l’ominide più grosso e di conseguenza più prepotente, il nostro eroe cambierà lo stato delle cose perché grazie all’aiuto della sua nuova tecnologia sarà in grado non solo di avere la meglio in un eventuale conflitto, ma addirittura andrà ad insidiare le femmine del rivale cambiando di fatto la gerarchia basata sulla forza, indipendentemente dall’uso che adesso fa del sasso o del bastone.

Ricordate il generale Sarnoff? Era quello che diceva che le armi non sono nè buone e nè cattive. L'aneddoto che vi ho appena raccontato invece dimostra esattamente due cose: primo ogni protesi si aggiunge a quello che già siamo e secondo, un'invenzione tecnologica nasce per soddisfare uno scopo e nel suo svilupparsi prende direzioni imprevedibili.

lunedì 24 marzo 2014

Il fatto che l'alfabeto fonetico abbia permesso alla società di privilegiare l'occhio in cambio dell'orecchio, rappresenta forse sul piano politico e sociale la più grande esplosione d'energia che una struttura sociale possa sopportare. La frammentazione e la sequenza dell'alfabeto, la facilità con cui poteva essere appreso, la diffusione della scrittura, non solo fece uscire la cultura dal Tempio ma generò l'organizzazione militare e sociale fatta di lavori e non di ruoli. La scrittura che viaggiò per le strade del mondo favorendo l'imperialismo, approdò alla stampa con caratteri mobili generando il nazionalismo e tutte le tecniche con le quali si frazionava il lavoro, fino ad arrivare alla catena di montaggio.
L'alfabetizzazione, la frammentazione, il catalogo e l'organizzazione delle società visive hanno fatto credere erroneamente alla società occidentale di essere in qualche modo superiore alle società che erano rimaste auditive. Fino all'avvento del computer.
Abbiamo detto che ogni invenzione tecnologica dev'essere considerata come la protesi delle capacità umane. Il computer invece, essendo la propagazione del cervello umano perde la definizione di protesi e acquista quella di "campo", estensione del sistema nervoso centrale, che annulla il tempo e lo spazio rendendo immediate le reazioni trasformando in "Villaggio Globale" tutte le attività umane.
Ci ritroviamo a vivere miticamente ed integralmente anche se continuiamo a pensare secondo antichi schemi frammentari costituiti da spazio e tempo dell’era pre-elettrica. Se l’uomo occidentale aveva appreso dalla tecnologia dell’alfabetismo ad agire senza reagire (un chirurgo che operasse a cuore aperto la propria madre, sarebbe in grado di farlo senza lasciarsi coinvolgere emotivamente) ora con il nostro sistema nervoso centrale tecnologicamente esteso fino a coinvolgere l’intero pianeta, siamo inevitabilmente coinvolti ad incorporare la conoscenza di tutta l’umanità con profonde conseguenze per ogni nostra azione che ne deriva.
Ci troviamo nell’età dell’angoscia dove non è più possibile il distacco e la non partecipazione. Dopo tremila anni di espansione delle innumerevoli funzioni tecnologiche del corpo umano e delle sue funzioni, ci ritroviamo dinanzi ad una implosione. L’elettricità ed il computer hanno contratto il nostro pianeta riunendo in modo repentino e contemporaneo tutte le funzioni sociali e politiche, intensificando la nostra consapevolezza.
Non solo: l'avvento di Internet ha fatto sì che ogni computer sulla Terra si sia trasformato in un punto di una rete neuronale che avvolge tutto il Globo trasformandola nel più grande e complesso organo pensante collettivo.
L'abolizione del tempo e dello spazio che ha generato l'immediatezza di ogni azione/reazione ha fatto sì che il computer ha in qualche modo favorito il ritorno di un sistema vagamente auditivo generando la confusione in cui ci troviamo. Va da sè che consegnare cinque secoli di tecnologia dell'occhio a culture che hanno sempre privilegiato l'orecchio (Cina, Russia, India, per citare i più importanti) rappresenta in questo secolo la più grande deflagrazione di energia immane e violenza aggressiva di cui non riusciamo nemmeno a prevederne la portata.


Coca cola per essere liberi...

Nella nuova era elettrica dell'informazione e della produzione programmata dei beni di consumo, le stesse merci assumono un carattere d'informazione. Una delle multinazionali più potenti in assoluto è la Coca Cola, invenzione d'avanguardia del frachising (vendono il marchio e forniscono la melassa, l'acqua e lo stabilimento per l'imbottigliamento ce lo mettono gli imprenditori che vogliono distribuire il prodotto sul loro territorio). Con un budget pubblicitario irrisorio (rispetto all'enorme fatturato) veicolano un messaggio che da tempo ha abbandonato l'idea della bevanda o del dissetare, ma insistono sull'essere "speciale" in quanto consumatori del prodotto. Il messaggio ha una forza così prorompente che è riuscito nel dopoguerra non solo a cambiare i colori di Babbo Natale (Era il nordico San Nicola vestito con pelli di renna e si è ritrovato vestito di rosso e di bianco affisso sul retro di ogni camion che trasportava la bibita nel periodo natalizio) ma addirittura sono nati negozi Coca Cola, dove si vendono capi d'abbigliamento, accessori, soprammobili tutti marchiati con il logo della bibita. Chi compra questi oggetti sente l'appartenenza ad un gruppo, ad una elite che corrisponde all'archetipo Coca Cola che viene periodicamente lanciato sugli schermi: giovani, vestiti alla moda, che praticano sport d'elite, sorridono e (velatamente ma senza dubbio) si accoppiano con facilità. Non trascurate questo richiamo sessuale, che benché parta da una società apparentemente sessuofobica in realtà muove molte leve del marketing su questo argomento, trattato sempre in maniera subliminale. Per rimanere alla Coca Cola, confidenze sussurrate negli ambienti del Marketing ( sono i nuovi stregoni, nessuno vi dirà mai apertamente le tecniche che usano, come i prestidigitatori sono gelosi dei loro trucchi) si dice che negli anni cinquanta il successo della bevanda, che nacque come medicinale tonificante a base di cocaina, fosse dovuta al passaparola tra gli studenti che avevano scoperto le doti spermicida della bevanda. La bottiglia assunse una forma "strana" ma molto adatta alle lavande vaginali dopo coito, e tutta la pubblicità si orientò sulle ceste per i picnic (luogo ideale per l'amore all'aria aperta) dove faceva capolino l'immancabile "nuova" bottiglia della Coca Cola e il messaggio subliminale:
UN MODO NUOVO PER ESSERE LIBERI
Leggende? Chissà...


Si racconta di un bruco che vedendo una farfalla disse: - Puàh, non mi vedrete mai conciato in quel modo...-
L'aneddoto fa sorridere per l'insetto inconsapevole di essere parte della trasformazione allo stesso modo con cui noi siamo inconsapevoli della trasformazione che ci riguarda. Siamo passati in questo secolo dalla demolizione dei Miti atavici e delle leggende tradizionali, al loro studio rispettoso.
Alla scoperta dei confini dell'Universo e delle infinitamente piccole strutture che lo compongono, è corrisposta l'amplificazione del nostro irrazionale. Scriveva W.B. Yeats: - Il mondo visibile non è più una realtà, l'invisibile non è più una chimera...-
La Fantascienza non è più racconto mitologico ma anticipa il pensiero delle prossime scoperte: tutto ciò che è pensabile diventa realizzabile.
Allo stesso modo coloro che detengono i mezzi di comunicazione di massa, attraverso i nuovi racconti mitologici che sono i film e i telefilm, riversano sulla popolazione inconsapevole, quantità industriali d violenza. Un bambino che stesse seduto per un giorno intero a guardare la nuova balia elettronica che è la televisione, assisterebbe a duecento/trecento efferati delitti: omicidi, assassini, violenze, stupri, rapimenti, stragi...
Eppure l'America - la capitale dell'Impero - nel dopoguerra ci aveva abituato alla violenza dei cow-boy, in altro luogo, in altro tempo, con altri usi e costumi, la violenza del West aveva uno scopo, combattere il sopruso, conquistare nuovi spazi togliendoli ai cattivi (i pellerossa) ristabilire la Legge. Ci volle la nuova ondata pacifista contro la guerra del Vietnam per far uscire sugli schermi SOLDATO BLU, in cui si diceva che forse i pellerossa non erano proprio cattivi cattivi...
L'escalation continuò con Sam Peckimpah e il suo MUCCHIO SELVAGGIO per far vedere il sangue, i proiettili che penetravano nei corpi massacrandoli, pugni dall'effetto devastante... (James Bond non sanguina e non si spettina, l'avete notato?). Per arrivare ad Abu Ghraib e le violenze dei soldati americani sui prigionieri che hanno generato una serie di telefilm dove il livello di torture è oltre la sopportazione, ma ci stiamo abituando pure a quello.
Scriveva Alexander Pope: - Il vizio (la violenza) è di così orribile aspetto che per odiarlo basta solo vederlo. Ma se ci viene riproposto più volte, prima familiarizziamo col suo aspetto, poi lo sopportiamo, ne abbiamo pietà, lo giustifichiamo, e infine accettiamo di esserne abbracciati – In pratica: «La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo».

Se per caso vi siete chiesti da dove derivi tutta la violenza che permea la nostra cosiddetta civiltà, forse dovreste guardare con sospetto le immagini che vi circondano.

Ogni nuova tecnologia..

Nei media si applica una regola generale per ogni nuova tecnologia e cioè che nella fase iniziale di sviluppo ogni cosa appare nella forma opposta a quella che finirà per assumere. Non solo, arrivata alla fase della sua massima saturazione, questa nuova tecnologia, finirà per capovolgersi o capovolgere il nostro comportamento fino ad un punto di rottura. L'automobile nacque con il solo intento di togliere i cavalli davanti alla carrozza ed i primi modelli erano infatti carrozze, con freno a mano, posto di guida allo scoperto, mancanza di differenziale. Serviva prevalentemente ai ricchi coloni per andare in città il fine settimana. Sviluppandosi i modelli di automobile presero forme aerodinamiche, più statiche, tutte coperte contro le intemperie, con pneumatici invece che ruote a raggi, con la grande novità che cambiò la direzione allo sviluppo: il corno acustico: con esso si iniziò a prediligere la velocità al trasporto vero e proprio.Le case cambiarono forma, si abolì il patio americano che dava direttamente sulla strada, per cintare la casa e metterci un giardino davanti ( la Prairie House di Frank Lloyd Wright) le città americane stesse cambiarono forma, non più solo la Main Road a gestire tutti i servizi, ma strade di scorrimento veloce per entrare in città da ogni direzione. Fino a trasformare le strade cittadine in autostrade e le autostrade d'accesso in prolungamenti delle città. Fino alla saturazione del traffico, che fa perdere tempo mentre l'auto era nata per risparmiarlo....




giovedì 20 marzo 2014

Il Mito di Narciso ci è stato tramandato in forma erronea

Piano... quale luce irrompe da quella finestra?
Ecco: parla...
...e tuttavia non dice nulla...
Sembra una moderna descrizione della televisione, ma è solo Romeo sotto il balcone di Giulietta...


Un attimo prima di superare il muro del suono, sulle ali dell'aereo si rendono visibili le onde sonore. Questo è un esempio di come la saturazione di un medium lo trasformi in qualcos'altro, ne cambi le applicazioni, ne capovolga le funzioni. Un nuovo medium solitamente nasce con un intento, si sviluppa in direzioni non previste, e quando si satura inverte la sua funzione. La campagna era il luogo di lavoro e i contadini andavano in città il fine settimana per lo svago e il divertimento. L'avvento dell'automobile e di conseguenza l'ampliamento delle strade ha aumentato il movimento nelle due direzioni finché la città è diventata il luogo di lavoro e la campagna il luogo dove trascorrere il tempo nel riposo e nel relax durante il fine settimana. Non solo, le autostrade, che erano nate per accelerare il movimento tra un luogo e l'altro, sono diventate appendici dei conglomerati abitativi che si sono sviluppati agli svincoli, l'autostrada ora passa dentro la città e la densità di circolazione causa intoppi paurosi.

Nel momento in cui l'avvento dell'elettricità portò la meccanizzazione al punto di massima frammentazione, nacque il cinema. Scorrimento, trascinamento della pellicola, e una lampada che la attraversa trasformando il movimento lineare, conseguenziale, meccanico in configurazione.
Il paradosso di Zenone parlava della freccia che appare in movimento ma, in realtà, è immobile. In ogni istante difatti essa occuperà solo uno spazio che è pari a quello della sua lunghezza; e poiché il tempo in cui la freccia si muove è fatto di singoli istanti, essa sarà immobile in ognuno di essi.
(Non vi sembra che stia parlando dei fotogrammi della pellicola?)


Il Mito di Narciso ci è stato tramandato in forma erronea. Infatti il giovane non si era affatto innamorato di sé stesso bensì di un'immagine si sé riflessa nell'acqua che egli riteneva essere un'altra persona che vivesse in un'altra dimensione (nell'acqua). Narciso deriva dalla radice greca Narcosi, perdita dei sensi, stordimento, dovuto proprio al fatto d'aver isolato la vista dagli altri sensi. Nemmeno la Ninfa Eco rimandandogli pezzi dei suoi propri discorsi riuscì a scuoterlo dal torpore che lo fece cadere in acqua nell'anelito di raggiungere l'altro da sé, che lo uccise.

L'isolamento e la saturazione di uno solo dei sensi può portare ad una crisi della coscienza che per difendersi predispone meccanismi auto-vegetativi, quali lo stordimento, lo svenimento, lo stato pre-ipnotico, l'incoscienza. La pittura che aveva rappresentato per secoli la realtà, ed era stata messa in crisi dalla macchina fotografica che riproduceva meccanicamente non solo il simile ma addirittura il vero, uscì vittoriosamente da questo impatto inventando l'impressionismo che non era solo la rappresentazione di ciò che l'occhio percepiva ma l'osservatore completava l'opera con la sua partecipazione. All'avvento del cinema, al punto di vista fisso (la quarta parete) e alla mobilità della prospettiva, rispose col cubismo. L'opera d'arte non rappresentava più un punto di vista ma raffigurava il soggetto osservato contemporaneamente da tutte le posizioni. Cogliendo in un unico istante la consapevolezza totale anche il cubismo ha annunciato che il mezzo è il messaggio.

il generale David Sarnoff

Agli inizia della guerra fredda il generale David Sarnoff accettando una laurea ad honorem presso l'Università di Notre Dame tenne una "lectio magistralis" che trasse in inganno milioni di persone per decenni. Egli disse:
"Siamo troppo propensi a fare degli strumenti tecnologici i capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano. In se stessi i prodotti della moderna tecnologia non sono né buoni né cattivi, dipende dall'uso che se ne fa." Come dire che si costruiscono armi che non sono né buone né cattive, le pistole per esempio se in mano alla polizia uccidono un criminale sono buone, se in mano ad un criminale uccidono un bambino sono cattive. Come dire che le torte alle mele non sono né buone né cattive, dipende dall'uso che se ne fa: portate ad una festa sono buone, tirate in faccia alla sposa sono cattive... spero vi rendiate conto che anche in questo caso la domanda è mal posta.
Il generale nella sua lezione portò ad esempio la stampa e sottolineò come malgrado essa fosse stata veicolo di materiale deteriore, fosse anche la principale causa della diffusione della Bibbia. A questo generale e a tutti coloro che ripeterono per decenni questi concetti, non li sfiorò nemmeno l'idea che qualsiasi apporto tecnologico non può far nient'altro che AGGIUNGERSI a quello che già siamo.



Per anni Galbraith scrisse libri e tenne conferenze per spiegare al mondo come l'economia classica non fosse in grado di spiegare le mutazioni e le espansioni economiche. anzi, diceva, che tutto si basa su una contraddizione in termini: infatti la tecnologia portata nelle fabbriche RIDUCEVA il lavoro destinato agli operai. (Famose le sommosse in Inghilterra dei sarti che si ribellarono all'introduzione della macchina per cucire nelle fabbriche).
Ed avevano ragione perché il paradosso è che la meccanizzazione, che produce sviluppo e mutamento , RIDUCE lo sviluppo e il mutamento riducendo gli operai. Anche qui la questione è mal posta. Lo dimostrò David Hulme che teorizzo come una sequenza non implichi nessun principio di causalità, in pratica che una cosa segua un'altra non significa che da questa ne derivi. L'unica cosa che ne consegue è il mutamento. Questo concetto si rese evidente con l'applicazione dell'elettricità che annullò le sequenze e rese tutto immediato.
Improvvisamente il mondo che fino ad allora si era chiesto (sequenza) se fosse nato prima l'uovo o la gallina scoperse che le domande andavano fatte in un altro modo, eliminando la sequenza.



la gallina non è altro che un espediente escogitato dall’uovo per raccogliere informazioni sull’ambiente e poter così riprodurre altre uova.
Non il contrario, perché se ci pensate bene l'uovo è il sotfware e la gallina è l'hardware. Che ve ne fate del vostro Laptop senza Windows?


PROTESI

Tutte le applicazioni tecnologiche dell'uomo devono essere considerate PROTESI e la parola parlata è la protesi dell'Intelligenza. Essa fa al pensiero quello che la ruota ha fatto per il piede. Senza il linguaggio, sostiene Berenson, l'intelligenza umana sarebbe stata totalmente coinvolta negli oggetti sottoposti alla propria attenzione. La parola parlata invece permette agli uomini di spostarsi da una cosa all'altra con maggior facilità. Metafora, vuol dire trasporto. Quando le scimmie che camminavano sugli alberi mettendo una mano davanti all'altra per spostarsi, scoprirono che si poteva far oscillare il corpo e lanciarlo PRIMA che la mano davanti afferrasse il ramo, lì inventarono la metafora.
Con il linguaggio nasce la coscienza di sè che separa l'uomo dall'uomo e l'umanità intera dall'inconscio cosmico.
Il linguaggio è probabilmente stato preceduto da suoni, grida, grugniti, gesti, minacce e comandi per approdare alla modulazione di forme verbali che plasmano l'aria e lo spazio.
L'avvento della forma scritta è brutale e riduttiva. C'è un solo modo di scrivere: DOMANI ma nel metodo Stanislawsky gli allievi venivano invitati a pronunciare quella medesima parola con una cinquantina di espressioni diverse...
Specie ai primordi, la Storia non procede in modo omogeneo e gli archeologi hanno trovato moltissime forme di scrittura alcune delle quali indecifrabili perché si sono persi i parametri che usavano piccole comunità che usavano differenti simboli e forme non omogenee .
Il grande salto si ebbe con la scrittura fonetica, segni senza alcun significato a cui corrispondevano suoni senza significato ma che la sequenza rendeva comprensibili. I bambini che imparano a leggere lo fanno ad alta voce, emettono suoni e ripetono la parola quando ne captano il senso compiuto
Il mito di Cadmo si riferisce ai denti di drago. Esempio perfetto di oggetti separati con differenti funzioni che nel loro insieme fanno nascere soldati, spostano cioè il potere dai sacerdoti ai militari. I primi facendola incidere in un supporto pesante come la pietra del Tempio, sfidavano il tempo e obbligavano le genti ad accorrere in un punto sacro per ricevere il Verbo, la parola spiegata dagli stessi sacerdoti. I secondi non occupandosi di mantenere la parola nel tempo la fecero scrivere sui papiri ed i romani addirittura costruirono strade affinchè la parola arrivasse rapida da un punto all'altro dello spazio. Il Verbo si trasformò così da ESPRESSIONE in COMUNICAZIONE.


Un libro contiene la stampa, che contiene la scrittura, che contiene il discorso che è la protesi di un processo intellettivo non verbale. Ogni medium contiene un altro medium e lo migliora o lo indirizza. La ferrovia non ha introdotto nella società il trasporto, e nemmeno il movimento o la ruota, o il ferro o la strada. Ha solo accelerato gli scambi, ha fatto vincere ai nordisti la guerra di secessione, ha modificato le città e il tempo libero. Questo indipendentemente da cosa trasportasse o dal percorso. Perché il mezzo è il messaggio.
La luce è l'esempio più lampante del medium che non contiene nulla. Una partita in notturna o una operazione a cuore aperto non potrebbero realizzasi senza la luce che condiziona le forme dell'associazione umana QUALUNQUE SIA il contenuto. Da anni persone degnissime vanno in televisione e denunciano lo strapotere di Berlusconi che sarebbe padrone di fatto di tre televisioni e di diritto (in quanto presidente del Consiglio) di altre due. Puntualmente altre degnissime persone fanno notare che molte trasmissioni vanno in onda criticando il presidente e questo dimostrerebbe che la situazione sarebbe equilibrata. Ma la domanda è mal posta. Il possesso dei media condiziona la società a prescindere dai contenuti.


In principio fu la paura.

In principio fu la paura.
Gli animali che non hanno paura sono i primi ad essere mangiati dai predatori, ne consegue che l'imprinting si riproduce per generazioni rinforzando la paura. Gli erbivori sono meno intelligenti dei predatori perché devono solo trovare il cibo e scappare mentre chi se li mangia deve elaborare strategie per la cattura. Succede così che i predatori si aggregano, circondano, si avvicinano sotto vento e attaccano. Gli animali che il primitivo caccia, sono tutti più veloci di lui, ma l'Uomo si specializza nella corsa di fondo. L'animale è più veloce ma ha meno resistenza e sul lungo periodo viene raggiunto e ucciso. E' questa parte dell'evoluzione che spinge l'uomo a camminare e correre in posizione eretta, per avere libere le mani, una maggiore capienza polmonare, una vista dell'orizzonte. E' qui che avviene un fenomeno che cambierà le relazioni umane: la posizione eretta abbassa la laringe e modifica il teschio formando una piccola cassa armonica. Gli scienziati hanno notato che i primi insediamenti umani si sono evoluti in luoghi dove ci sono lunghi periodi di pioggia. Non è escluso che la nuova capacità di modulare, relegata a strilli di pericoli o di richiamo, in ambienti chiusi dove regnava la paura abbia potuto generare i primi rudimentali suoni che assomigliassero al linguaggio.
La parola è onnicomprensiva, stacca l'uomo dagli oggetti nei quali altrimenti verrebbe completamente coinvolto, e genera mondi magici.

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Abbiamo detto che la ricchezza si produceva spostando le merci. Nel caso degli animali, non essendoci i frigoriferi, gli armenti, le greggi venivano spostati vivi. Le mandrie partivano da un luogo e arrivavano ad un altro luogo senza fretta, tanto durante il percorso gli animali ingrassavano e aumentavano il proprio valore tanto da essere diventati un succedaneo del danaro e le speculazioni avvenivano proprio durante il percorso. Un investitore comprava una certa quantità di animali e le rivendeva ricavandoci un guadagno. Per non essere costretti ad uccidere gli animali ad ogni passaggio di mano, i commercianti inventarono un sistema ingegnoso: mettevano in un vaso bastoncini sagomati che rappresentavano la quantità di bestiame del gregge o della mandria poi sigillavano il tutto e un'autorità garantiva l'autenticità dell'operazione. questo sigillo valeva una prebenda. Per non rompere i sigilli ad ogni passaggio di mano (e pagare una nuova tassa) si cominciò a disegnare fuori da questi contenitori la quantità di animali che erano racchiusi e fu così che forse iniziarono i numeri, non solo, alcuni segni si trasformarono in quello che sarebbe diventato poi l'alfabeto. L'Alfa è una testa di toro capovolta, la B sta per Beth, le capanne, fidi il serpente divenne la F e così via.

Ecco che siamo in grado di decifrare la poesia che vi ho scritto all'inizio: 

Scrittura evase
Dal Giardino dei Numeri
E sulle ali della Poesia
Saltò il muro
Librandosi…


la scrittura fuggì dal recinto dei numeri e sulle ali della poesia (epica, la prima forma di scrittura occidentale) volò per il mondo librandosi, cioè diventando libri...
Facile, no?




Bene, al termine di questa nostra prima conversazione, dove abbiamo ripercorso la storia della comunicazione, da grido a suono e poi parola prima detta e poi scritta, possiamo riflettere sul metodo usato dal McLuhan per spiegarci la Storia in un modo inedito, oserei dire rivoluzionario. Non cambia nulla dei fatti dell'Umanità ma apre la mente sulle conseguenze. E' un po' come se qualcuno vi dicesse che la storia della Seconda Guerra Mondiale va rivista sotto l'ottica del petrolio, dei giacimenti, dei depositi e dei rifornimenti che cambiarono l'esito di molte battaglie. I fatti storici non cambiano ma si capisce perchè a Pearl Harbour i Giapponesi non distrussero i depositi di benzina, perchè Rommel fermò la sua avanzata nel deserto, perchè alcuni capisaldi vennero difesi strenuamente. Insomma una nuova chiave per la comprensione.

MENEN E' la prima parola scritta della cultura occidentale.

Il mito greco dell'alfabeto racconta che Giove riconoscente, regalò a Cadmo denti di drago, questi li seminò e scaturirono soldati: immagine sintetica per definire la forza delle lettere dell'alfabeto e del loro impatto su una società tribale e verbale dove la conoscenza, fino allora relegata nel perimetro del tempio e monopolio della casta sacerdotale, liberata dal segno inciso sulla pietra, non si preoccupa più di resistere nel tempo ma corre per vincere lo spazio (i romani arriveranno alla perfezione facendo correre ordini ed eserciti sulle strade). Il potere passa dai sacerdoti ai militari.



MENEN E' la prima parola scritta della cultura occidentale. Vuol dire lo sdegno. Di Achille, figlio di Peleo, sdegnato ( e non irato come tradusse quel gran traduttor dei traduttor d'Omero che fu Vincenzo Monti secondo il Foscolo). Forse Omero non è mai esistito, certo l'Iliade è una raccolta di canti epici di cui non si è ancora persa la tradizione in Sicilia, in Toscana, nelle coste della ex Jugoslavia....



Dopo aver isolato in un perimetro sacro il Sapere, dopo esserselo passato per discendenza e poi per cooptazione tramite un lungo apprendistato, ecco che la Casta sacerdotale acquisì tali e tante nozioni da poter aspirare al potere. Scoprì intanto, attraverso osservazioni durate secoli, che dopo il tramonto, ad Ovest con la notte cominciavano a brillare stelle che tornavano ciclicamente nella stessa posizione. Nacque lo zodiaco, e la costruzione fantastica di alcuni animali tratti dalla posizione delle stelle, coincideva con periodi dell'anno in cui l'apparire di Acquario, per esempio, voleva dire la tracimazione dei fiumi, il Toro la transumanza, i pesci un buon periodo per la pesca, e così via. In pratica i Sacerdoti possedevano sacralmente il calendario e sancivano le feste, le ricorrenze, e i momenti propizi per l'agricoltura e gli allevamenti. Acquisirono talmente tanto potere che le prime forme di governo furono diarchie: il Re e il Sacerdote con gli stessi poteri.

mercoledì 19 marzo 2014

Che gli uomini del Paleolitico vivessero nelle caverne non è certo

Parlavamo della velocità d’informazione. La scoperta del fuoco per coprire tutto il bacino mediterraneo impiegò 15.000 anni. La polvere da sparo un centinaio. La penicillina il tempo della seconda guerra mondiale e il vaccino antipolio di Sabin un paio d’anni. La lettura del genoma avvenne in pieno sviluppo d’internet dove la comunicazione va con l’elettricità che compie sei volte il giro del mondo in un secondo: impiegò un paio di giorni per collocarsi si monitor di tutto il mondo scientifico e non.


Che gli uomini del Paleolitico vivessero nelle caverne non è certo, anzi è assai poco probabile. La grotta è un non-luogo senza luce e senza punti di riferimento ed è più probabile che fosse considerato un posto magico che potesse essere percorso solamente con la guida dello sciamano. I ritrovamenti di ossa o suppellettili all’interno di esse, probabilmente sono la testimonianza di rituali religiosi non di popolazioni stanziali. Pure i graffiti che vi si trovano, visti oggi perdono tutta la loro magia: entriamo in una grotta grazie a manufatti o passerelle, l’ambiente è illuminato dalla luce elettrica e quando ci troviamo davanti a questi disegni non ne capiamo la forza magica che acquisivano al buio illuminato dalla torcia dello stregone che con la sua fiamma tremula dava persino l’impressione che gli animali rappresentati sulla parete si muovessero. Quella era l’origine dei riti propiziatori della caccia, e dei primordi di una religione naturalistica, con divinità quali il cielo, la terra, il grande cervo, il mammuth…


Immaginate un uomo agli albori della civiltà, con un linguaggio primitivo, senza strumenti del comunicare, che osserva il sole che ogni giorno nasce ad Est e tramonta ad Ovest e poi viene la notte. Ci vuole un soffio divino per riuscire a distinguere, dare le definizioni, a catalogare e misurare gli avvenimenti. È quello che fece lo sciamano andando nel luogo più alto ed osservando giorno dopo giorno questo fenomeno per capirlo. Per misurarlo. Per prima cosa pose delle pietre a mo’ di traguardo visivo e notò che Est non è fisso. Il sole sorge un poco più spostato giorno dopo giorno dall’Equinozio fino al Solstizio, quando si ferma tre giorni e torna indietro. Fu la grande scoperta dello sciamano: il tempo è circolare, non solo, ma si può perfino misurare! E qui fece la seconda scoperta fondamentale: avrebbe potuto trarre benefici inimmaginabili BLOCCANDO la conoscenza dentro un recinto sacro istituendo misteri rivelati solo ad adepti che facessero parte della stessa casta. O della sua discendenza.